L’UNGDCEC chiede di dare attuazione all’Albo degli amministratori giudiziari
L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili esprime “disappunto” e “preoccupazione” per la mancata emanazione del decreto dirigenziale che darebbe concreta possibilità di iscrizione nell’Albo degli amministratori giudiziari a una settimana dalla scadenza. “Ad oggi – si legge in un comunicato di ieri – manca ancora il modello di domanda da compilare e le specifiche tecniche per effettuare la relativa trasmissione telematica”.
L’UNGDCEC ha definito, inoltre, “interlocutorio” il comunicato del 21 Marzo scorso del Ministero della Giustizia con il quale è concessa la “facoltà” ai soggetti di cui al comma 2 dell’art. 7 del DLgs. 14/2010 di trasmettere a mezzo posta o depositare presso il Ministero la documentazione cartacea. Secondo l’Unione, l’obbligo di integrazione documentale per tutti coloro i quali hanno già presentato domanda di iscrizione nel mese di agosto del 2010 (art. 10 del DM 160/2013) sarebbe “in contrasto” con l’art. 7 del DLgs. n. 14/2010 che, per l’iscrizione in sede di prima formazione dell’Albo individuerebbe quale unico requisito la sola iscrizione all’Albo dei dottori commercialisti da almeno un quinquennio per la “sezione ordinaria” e l’ulteriore esperienza professionale (non quella richiesta dall’art. 3 del medesimo decreto) per la sezione “esperti in gestione aziendale”.
Se l’interpretazione che vuole che la previsione dell’integrazione documentale debba essere intesa quale mera acquisizione degli ulteriori elementi necessari per la redazione della “parte riservata” dell’albo dovesse risultare corretta, secondo l’UNGDCEC, l’adempimento previsto dalla norma transitoria “potrebbe” e “dovrebbe” essere prorogato e subordinato all’entrata in funzione dell’Albo degli amministratori giudiziari, la cui istituzione oggi appare “non più procrastinabile”.
Qualora invece tale interpretazione non dovesse essere corretta e il Ministero dovesse ritenere che l’integrazione documentale sia condizione per l’iscrizione, l’Unione chiede che il Ministero riapra per tutti detto termine concedendo una congrua proroga, “al fine di non continuare a mortificare le legittime aspettative di nomina da parte dei giovani professionisti i quali hanno investito tempo e denaro per la formazione in questo specifico settore”. L’Unione, infine, chiede una rapida emanazione dei decreti sui compensi “la cui mancata previsione comporta trattamenti differenti (e quindi iniqui) a seconda delle prassi dei Tribunali con cui si opera”. (Redazione)
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