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Sui debiti della P.A., è «scontro» tra Ue e MEF

/ REDAZIONE

Lunedì, 12 maggio 2014

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Il Vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, ora candidato di Forza Italia alle europee, e il Ministero dell’Economia sono “ai ferri corti” sui ritardi nei pagamenti dei debiti della P.A.
Sulla questione, Tajani sembra non dare più speranze all’Italia, giudicando “inevitabile” l’apertura della procedura di infrazione per la mancata applicazione della direttiva Ue. Per il Commissario, è proprio il MEF che “non vuole pagare”: secondo Tajani, infatti, è stato così “impedito all’attuale Presidente del Consiglio di tenere fede alle promesse fatte”.

Dopo qualche ora, pronta la replica del MEF, che ha spiegato come il Governo abbia affrontato con “urgenza” il problema, varando, con il DL 66/2014, “tutte le norme necessarie ad accelerare il pagamento dei debiti arretrati e a prevenire la formazione di un nuovo stock di debito”.

Tajani ha parlato in mattinata in occasione di un evento organizzato dall’ANCE, che rivendica 10 miliardi di crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione. Il Commissario ha anticipato che, al ritorno in carica a Bruxelles dopo la sospensione per la campagna elettorale, vista la sua candidatura per un seggio nel Parlamento europeo, invierà “la lettera di messa in mora”, che, ha fatto sapere, “ho già dato mandato di preparare”, dato che “le risposte del Governo sono state negative”. Quindi, dopo il 26 maggio, a Roma potrebbe essere recapitata la lettera che rischia di dare il via a un iter insidioso, con il rischio di portare l’Italia a pagare multe salate.

Più volte Tajani aveva allertato l’Italia sul pericolo che correva. Il primo avvertimento era arrivato a gennaio con l’avvio di una pre-procedura. A far precipitare la situazione, stando alle parole del Commissario Ue, sarebbe stato un ultimo incontro tra l’Esecutivo italiano e i vertici europei, svoltosi il 5 maggio. Un summit, ha spiegato Tajani, che “a quanto mi dicono, non è andato bene”. Bruxelles contesta a Roma la violazione della direttiva, recepita lo scorso anno, sui tempi di pagamento che fissa il limite massimo fissato a 30 giorni, con la deroga a 60 per alcuni settori, come la sanità.

Nel comunicato giunto in serata, il Ministero dell’Economia ha sottolineato come siano stati stanziati “complessivamente 60 miliardi di euro” e come, da ultimo, il DL “IRPEF-spending review” offra “la garanzia dello Stato e la disponibilità della Cassa Depositi e Prestiti quale compratore di ultima istanza per favorire la cessione immediata di crediti agli intermediari finanziari, così da offrire a tutti i creditori in crisi di liquidità un’alternativa tempestiva ed efficace all’incasso diretto”. (Redazione)

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