Slittano i tempi di esame al Senato del decreto «IRPEF-spending review»
Si allungano i tempi di esame del Ddl. di conversione del DL 66/2014 al Senato. L’approdo in Aula del provvedimento è stato rinviato di una settimana, dal 27 maggio al 3 giugno, ufficialmente per dare corsia preferenziale al Ddl. anticorruzione, ma, ufficiosamente, anche per attendere le elezioni europee del 25 maggio che potrebbero ridisegnare gli equilibri politici e quindi generare nuovi input sulle misure economiche più importanti varate finora dal Governo.
In attesa dell’esito del voto, l’Esecutivo tiene comunque il punto sulle norme e le strategie indicate, cioè sul taglio del cuneo fiscale, e soprattutto sulla platea dei destinatari del bonus da 80 euro, i lavoratori dipendenti. A slittare è stato oggi in realtà anche il termine degli emendamenti, questa volta per un guasto tecnico al server del Senato che ha di fatto immobilizzato i lavori per gran parte della giornata. Il nuovo termine è fissato nella tarda serata, anche se bisognerà aspettare con ogni probabilità domani mattina per conoscere il numero delle proposte di modifica.
Dai gruppi parlamentari trapelano intanto le prime notizie: dal Pd dovrebbe essere in arrivo un centinaio di emendamenti così come da Forza Italia, partita all’attacco di un decreto definito “una rapina”. Il DL “manca di equità sociale” perché esclude dagli 80 euro di bonus incapienti, pensionati e autonomi, sottolinea il capogruppo al Senato, Paolo Romani. L’aumento della tassa sulle rendite finanziarie “è una rapina ai conti correnti degli Italiani non solo tradizionali, ma soprattutto postali”. Per questo va fermata e la platea del bonus ampliata.
Una battaglia, quella dell’ampliamento dei destinatari, che Ncd è determinata a portare avanti, come ribadito anche da Angelino Alfano, ma di fronte alla quale il Governo non vuole cedere. “Questo provvedimento ha un target preciso, i lavoratori dipendenti. È stata fatta una scelta – ha replicato indirettamente il Viceministro dell’Economia, Enrico Morando – non c’è discussione su questo”. Se coinvolgere o meno altri destinatari nel bonus sarà argomento da trattare in sede di legge di stabilità, quando l’obiettivo non sarà più solo quello dell’abbattimento del cuneo fiscale come è invece in questo decreto.
Un netto “no” agli stravolgimenti arriva anche dalla relatrice del Pd, Cecilia Guerra. Dal gruppo dovrebbero arrivare non più di cento di emendamenti. Alcuni riguarderanno le sedi regionali Rai, per fare in modo che l’informazione locale sia sufficientemente tutelata. Altri riguarderanno invece tempi e adempimenti della spending review, ha annunciato Guerra, mostrando una certa disponibilità del partito ad accogliere le richieste in arrivo dagli enti decentrati. Infine, un ritocco potrebbe riguardare anche la tassazione sulle rendite finanziarie e, in particolare, l’equiparazione del trattamento fiscale per le partecipazioni qualificate e non qualificate. (Redazione)
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