Decreto «IRPEF-spending review» verso il via libera dalle Commissioni in Senato
Il Governo condivide l’esigenza di allargare alle famiglie più numerose (da tre figli in su) e con un solo reddito il bonus di 80 euro. La misura, quindi, in sede di conversione del DL 66/2014, dovrebbe passare. Sempre l’Esecutivo ha precisato che eventuali maggiori introiti, che arriveranno dalla lotta all’evasione e che dovranno essere permanenti (anche dopo il 2014-2015), saranno destinati alla riduzione del carico fiscale. Intanto, però, sul provvedimento pende il rischio di un ricorso da parte della RAI, il cui CdA deciderà il da farsi nella riunione del 12 giugno.
L’iter di conversione del decreto “IRPEF-spending review” starebbe comunque viaggiando veloce verso il via libera delle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato, con i sindacati che però si preparano contro i tagli alla RAI e annunciano per il 3 giugno, quando il provvedimento dovrebbe andare in aula al Senato per poi passare alla Camera con un testo non particolarmente cambiato, iniziative unitarie.
Intanto, a Palazzo Madama si punta ad arrivare all’approvazione del testo questa sera, come da programma. Montecitorio a sua volta avrà pochi giorni per fare eventualmente modifiche minime (“chirurgiche”) perché il decreto decade il 23 giugno. Poi, il Governo guarda alla legge di stabilità per rendere permanente l’intervento di riduzione fiscale, ma anche per allargare la platea (l’ha ribadito il Viceministro all’Economia Enrico Morando) a pensionati e incapienti. Anche sul reddito minimo garantito – ha detto – il Governo pensa “di valutare interventi con misure di sostegno al reddito nella legge di stabilità”.
Si valuta inoltre la proposta del Presidente della Commissione Finanze, Mauro Maria Marino (del Pd), che permetterebbe di riammettere alla rateizzazione dei debiti fiscali anche i contribuenti che hanno perso tale possibilità. Per quanto riguarda il taglio delle tasse si dovrebbe modificare la legge di stabilità 2014, stabilendo che le risorse derivanti dalla lotta all’evasione da destinare al taglio del cuneo fiscale saranno quelle eccedenti le previsioni del Governo, ma dovranno essere in più anche rispetto a quelle effettivamente incassate nell’anno precedente. Dovrebbe trattarsi, poi, come anticipato, di “risorse permanenti”. (Redazione)
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