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Ipotesi di aumento della tassazione sui fondi pensione per «coprire» le Casse private

/ REDAZIONE

Venerdì, 30 maggio 2014

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Ieri, i relatori al DL 66/2014 hanno presentato un emendamento che prevede l’aumento per il 2014 dello 0,5% (all’11,5%) dell’aliquota dell’imposta sostitutiva a carico dei fondi pensione complementari, per consentire un credito d’imposta alle Casse previdenziali privatizzate che sterilizzi l’aumento della tassazione dal 20 al 26% previsto per le rendite finanziarie.

Nel dettaglio, l’emendamento, firmato da Cecilia Guerra (Pd) e Antonio D’Alì (Ncd), ancora accantonato, stabilisce che, in attesa di armonizzare, a decorrere dal 2015, la disciplina di tassazione dei redditi di natura finanziaria degli enti previdenziali privati con quella relativa alle forme pensionistiche complementari, sia riconosciuto “un credito d’imposta pari alla differenza tra l’ammontare delle ritenute e imposte sostitutive applicate nella misura del 26% sui redditi di natura finanziaria relativi al periodo che va dal 1° luglio al 31 dicembre 2014, dichiarate e certificate dai soggetti intermediari o dichiarate dagli enti medesimi, e l’ammontare di tali ritenute e imposte sostitutive computate nella misura del 20%”. Il credito d’imposta andrà indicato nella dichiarazione dei redditi per il 2014, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e potrà essere utilizzato a decorrere dal 1° gennaio 2015 esclusivamente in compensazione. La norma verrebbe finanziata, appunto, aumentando nel 2014 dello 0,5% (dall’11% all’11,5%) l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui fondi pensione complementari.

“Guardiamo con fiducia all’emendamento presentato dai relatori al DL 66/2014, di cui auspichiamo l’approvazione, pronti a reagire in tutte le sedi con estrema determinazione rispetto al permanere di una tassazione al 26% che rischia di vanificare gli sforzi fatti dagli Enti e dai loro iscritti”, hanno commentato i Presidenti degli enti di previdenza privati e privatizzati aderenti all’AdEPP. “Corretto è anche non sottacere – hanno proseguito i Presidenti – il fatto che, unici in Europa, siamo sottoposti a una tassazione delle rendite che ci associa a qualsiasi fondo speculativo prevedendo un’ulteriore tassazione all’atto dell’erogazione delle pensioni in misura commisurata agli scaglioni IRPEF. Non è stato affatto scontato mantenere i bilanci in positivo vedendo crescere incredibilmente l’aliquota dal 12,5% al 26% in pochi anni. Il Governo in carica sembra voler affrontare in modo serio e organico il tema, riducendo finalmente un’iniquità divenuta insostenibile”. (Redazione)

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