X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Mercoledì, 1 dicembre 2021 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Difesa piena anche senza l’interpello per le società di comodo

La Cassazione valorizza la capacità contributiva e nega la tesi che ritiene imprescindibile la domanda di interpello

/ Alfio CISSELLO

Mercoledì, 16 luglio 2014

x
STAMPA

download PDF download PDF

L’omessa presentazione della domanda di interpello relativa alle società non operative non comporta l’inammissibilità del successivo ricorso, per cui il contribuente, nonostante ciò, ben può dimostrare in giudizio che, nel caso in oggetto, sussiste la prova contraria che consente la disapplicazione del regime antielusivo.
Questo è il principio che si desume dalla sentenza n. 16183/2014 depositata ieri, relatore Cicala.

In sostanza, i giudici affermano che la domanda di interpello “non costituisce una via obbligata per il superamento della presunzione posta a carico del contribuente”.
Pertanto, quest’ultimo può sempre dimostrare le ragioni che consentono di fornire la prova contraria, “dal momento che il principio di effettività di cui all’art. 53 ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU