In arrivo il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti
Dal contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti per i neo-assunti al riordino delle forme contrattuali oggi esistenti e dei rapporti di lavoro ma anche delle ispezioni, fino a un uso più flessibile delle mansioni, per la tutela del posto di lavoro, e al salario minimo, esteso ai co.co.co.: sono le principali novità del Ddl. delega di riforma del lavoro (Jobs Act), contenute nell’emendamento presentato ieri dal Governo in Commissione Lavoro del Senato, dove è in discussione il provvedimento, e in particolare all’art. 4, che riguarda appunto la delega sul riordino delle forme contrattuali e – viene aggiunto – dell’attività ispettiva. L’emendamento, concordato con il relatore, verrà votato oggi. Alcuni temi e cioè tutele, mansioni e controlli a distanza impattano su alcuni articoli dello Statuto dei lavoratori, nell’ordine gli artt. 18, 13 e 4, che comunque non vengono mai esplicitamente citati nel testo.
Nel dettaglio, per ciò che concerne i DLgs. che il Governo è tenuto ad adottare entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge delega, l’emendamento prevede che, per le nuove assunzioni, il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio. Le tutele saranno graduate nei decreti delegati che seguiranno l’approvazione del Ddl. delega, come sottolineato dalla Sottosegretaria al Lavoro, Teresa Bellanova. Con questa formulazione, sostiene il relatore Maurizio Sacconi, la progressività della tutela non potrà che essere un indennizzo proporzionato all’anzianità di servizio, senza quindi il reintegro previsto dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nei casi di licenziamenti illegittimi (resterebbe solo per quelli discriminatori), anche se, al riguardo il Ministro Poletti ha precisato che “solo con i decreti delegati si prenderà una decisione sull’art. 18”.
Inoltre, uno dei decreti delegati dovrebbe recare un testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro, con la conseguente abrogazione di tutte le disposizioni incompatibili con le misure in esso contenute.
Come anticipato, l’emendamento prevede poi:
- la revisione della disciplina delle mansioni e dei controlli a distanza;
- l’introduzione, eventualmente anche in via sperimentale, del compenso orario minimo, applicabile ai rapporti aventi a oggetto una prestazione di lavoro subordinato, nonché nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nei settori non regolati da contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale, previa consultazione delle parti sociali comparativamente più rappresentative sul piano sociale;
- la possibilità di estendere il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per le attività lavorative discontinue e occasionali, in tutti i settori produttivi;
- la razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva, attraverso misure di coordinamento o attraverso l’istituzione di un’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro. (Redazione)
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