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Accelerazione sulla voluntary disclosure, allo studio l’ipotesi di un nuovo taglio IRAP

/ REDAZIONE

Martedì, 23 settembre 2014

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Portare a casa la legge sul rientro dei capitali prima della legge di stabilità, non solo per poter contare anche su questo “tesoretto” per la manovra sul 2015, ma anche per stringere sul negoziato in corso con la Svizzera e arrivare nel più breve tempo possibile all’accordo sullo scambio automatico di informazioni: è questo l’obiettivo della maggioranza, che vuole accelerare sulla proposta all’esame della Commissione Finanze della Camera e che il Pd ha chiesto di calendarizzare entro fine mese.

L’impasse su Consulta-Csm potrebbe complicare la ricerca di una finestra per l’Aula, ma si punta comunque a dare il via libera di Montecitorio prima della sezione di bilancio (la legge di stabilità dovrebbe iniziare il suo iter dalla Camera), in modo da procedere spediti anche al Senato. Il nodo che aveva inceppato i lavori della Commissione è quello dell’autoriciclaggio, che verrebbe introdotto con la legge: il cuore della via italiana all’emersione dei capitali che punta, come spiega il capogruppo Pd in Commissione Marco Causi, “sulla carota degli sconti” su pene (per i soli reati finanziari) sanzioni e interessi per chi si autodenuncia, e “sul bastone del nuovo reato” in cui rischia di incorrere chi non decide di mettersi in regola con il Fisco. Dovrebbe quindi arrivare assieme alla voluntary disclosure, con un successivo coordinamento con il pacchetto giustizia.

Intanto, questa settimana la struttura del nuovo reato sarà ritoccata, probabilmente seguendo i suggerimenti del parere della Commissione Giustizia della Camera, che ha indicato pene da due a otto anni di carcere e multe da 2 mila a 25 mila euro, ma prevedendo la non punibilità “quando il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinate alla utilizzazione o al godimento personale”. La Commissione chiede anche che si revochino i benefici per chi non dichiara il vero nella propria autodenuncia. Chi sceglie di fare emergere i capitali nascosti illegalmente sia all’estero sia in Italia deve infatti non solo dichiararsi, ma anche spiegare da dove provengono i capitali, oltre a pagare integralmente quanto dovuto al Fisco.
L’incentivo alla Svizzera per arrivare all’intesa sullo scambio di informazioni sta nella previsione di sanzioni più morbide per chi riemerge da Paesi white list, visto che tali saranno considerati anche quei Paesi black list che sigleranno accordi entro 60 giorni dal via libera alla legge. 

Intanto, nella legge di stabilità potrebbe concretizzarsi un nuovo taglio dell’IRAP. Le ipotesi di lavoro sarebbero al momento due: o nuovo taglio diretto del 10% (se non superiore), da aggiungere a quello di quest’anno, o l’introduzione di un meccanismo di deducibilità del costo del lavoro che avvicinerebbe di fatto l’imposta all’IRES. Comunque, è difficile ipotizzare che l’intervento possa essere coperto solo con una spending review sugli incentivi alle imprese. (Redazione)

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