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Il mercato delle abitazioni è cresciuto nel 2015 del 6,5%

/ REDAZIONE

Giovedì, 12 maggio 2016

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Cresce del 6,5% nel 2015 il mercato residenziale italiano, segnando un’accelerazione della ripresa che nel 2014 si era invece arrestata al 3,5%. I dati sono stati illustrati oggi dall’Agenzia delle Entrate e dall’Associazione bancaria italiana con un comunicato stampa e fanno parte del Rapporto immobiliare residenziale 2016, lo studio realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Amministrazione finanziaria in collaborazione con ABI e che quest’anno comprende anche una parte sulle locazioni. Tale rapporto è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione pubblicazioni dell’OMI.

A crescere sono soprattutto le compravendite nei Comuni capoluogo e nelle aree del nord, specie nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. Aumenta anche il ricorso ai mutui per l’acquisto della casa, grazie anche al trend positivo dell’indice di affordability, che misura la possibilità di accesso delle famiglie italiane all’acquisto di un’abitazione e che a fine 2015 segna un miglioramento di 2,1 punti percentuali segnando un nuovo massimo storico.

Oltre al mercato delle abitazioni cresce anche quello delle pertinenze, con gli scambi di magazzini che segnano un aumento del 3,8% e del 4,5% per gli scambi di box e posti auto. Nel 2015 la superficie media per unità abitativa compravenduta è stata di circa 106 mq, in crescita del 7,4% rispetto al 2014, leggermente più alta nei comuni non capoluogo (110 mq) rispetto a quelli capoluogo (99 mq). Il valore di scambio delle abitazioni è cresciuto dai 72,1 miliardi di euro registrati nel 2014 ai 76 miliardi del 2015, in aumento del 5,4%.

Il comunicato fornisce informazioni anche sugli acquisti di abitazioni tramite mutuo ipotecario: si tratta di 193.350 unità, circa il 45% delle abitazioni acquistate da persone fisiche, guadagnando quasi un quinto degli scambi rispetto all’anno precedente. Il capitale complessivo erogato cresce del 19,4%, passando dai 19,3 miliardi di euro del 2014 ai 23 miliardi del 2015.

Passando agli affitti, invece, nel 2015 la superficie media dell’abitazione locata è stata pari a circa 92 mq e il canone annuo medio pari a 60,6 euro/mq, in calo del 2,3% rispetto al 2014. Complessivamente, le abitazioni oggetto di nuovo contratto di locazione nel 2015 sono state circa il 6% dello stock potenzialmente disponibile, a cui corrispondono quasi 4,6 miliardi di euro di canone annuo complessivo. Il 60% del mercato riguarda il segmento dei contratti ordinari di lungo periodo, il 18% i contratti ordinari transitori, il 20% quelli a canone concordato e solo il 2% quelli per studenti. Tra le grandi città, gli affitti di importo più elevato si pagano a Milano, Roma, Firenze e Bologna.

Infine, per quanto riguarda l’indice di affordability, esso è stato elaborato dall’Ufficio studi ABI secondo le prassi metodologiche di matrice anglosassone e sintetizza l’analisi dei vari fattori (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento, tassi di interesse sui mutui) che influenzano la possibilità per le famiglie di comprare casa indebitandosi, descrivendone l’andamento. Nel 2015 l’indice continua nel suo trend positivo, registrando un significativo miglioramento che nel secondo semestre dell’anno lo porta a stabilire il nuovo massimo storico; secondo le proiezioni mensili, a marzo del 2016 l’indice sarebbe ulteriormente migliorato raggiungendo il valore dell’11,9%.

La dinamica positiva viene ricondotta, da Agenzia delle Entrate e ABI, principalmente alla forte riduzione del costo dei mutui (che spiega l’80% del miglioramento intervenuto), mentre continua ad essere positivo anche il contributo dovuto al miglioramento del prezzo relativo delle case rispetto al reddito disponibile.

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