Più di 51 mila candidati per il 5 per mille 2016
Da ieri, sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate gli elenchi definitivi 2016 degli aspiranti beneficiari del 5 per mille. Le liste degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche sono state aggiornate e integrate rispetto a quelle pubblicate il 13 maggio, tenuto conto delle correzioni di eventuali errori segnalati alla Direzione regionale dell’Agenzia territorialmente competente.
Con un comunicato stampa, l’Amministrazione finanziaria ha reso noto che il numero di iscrizioni è salito a quota 51.724, da 49.971 di un anno fa.
I legali rappresentanti degli enti del volontariato presenti negli elenchi definitivi hanno ora tempo fino al prossimo 30 giugno, termine entro il quale dev’essere presentata alla Direzione regionale dell’Agenzia una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti i requisiti di ammissione all’elenco. Il modello da utilizzare deve essere conforme a quello pubblicato sul sito.
Alla dichiarazione occorre allegare copia del documento di riconoscimento del legale rappresentante che sottoscrive. Gli stessi tempi e le stesse regole valgono anche per le associazioni sportive dilettantistiche, i cui rappresentanti legali però dovranno presentare la documentazione richiesta alla struttura del CONI competente per territorio.
Per gli enti che presentano la domanda d’iscrizione e/o la documentazione integrativa in ritardo – conclude il comunicato – è prevista anche quest’anno una deadline extra per partecipare alla ripartizione delle quote del 5 per mille, purché la domanda e/o la documentazione siano presentate entro il 30 settembre. In questo caso, per partecipare al riparto delle quote del 5 per mille occorre versare con F24 una sanzione di 250 euro (codice tributo “8115”).
I requisiti per l’accesso al beneficio del 5 per mille 2016 devono comunque essere posseduti alla data di scadenza delle domande d’iscrizione (7 maggio per gli enti di volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche e 30 aprile per gli enti della ricerca scientifica e dell’università e quelli della ricerca sanitaria).
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