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Rischio di rinvio per il pacchetto Ue anti-evasione

/ REDAZIONE

Martedì, 14 giugno 2016

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Nell’Ecofin di venerdì rischia di essere rinviato al prossimo semestre il pacchetto anti-evasione per le multinazionali che la Commissione Ue ha presentato a gennaio. Secondo quanto si apprende, gli Stati avrebbero fatto cadere quasi tutte le loro riserve, ma c’è ancora la forte resistenza della Repubblica Ceca, che minaccia di far saltare il tavolo se non otterrà dalla Commissione una proposta legislativa che istituisca un meccanismo di reverse charge sull’IVA.

“Dopo i Panama Papers i cittadini si aspettano che agiamo”, ha detto Vanessa Mock, portavoce del Commissario al Fisco, Pierre Moscovici, auspicando che la presidenza olandese presenti un buon compromesso all’Ecofin di venerdì. “Dobbiamo agire rapidamente se vogliamo capovolgere la cifra annuale che si perde nell’evasione fiscale, cioè fino a 70 miliardi – ha spiegato –. Un accordo questa settimana dimostrerebbe che al mondo che l’Ue è capace di dare risultati rapidamente e unita sulla lotta all’evasione”.

La richiesta della Repubblica Ceca sull’IVA non ha legami con il pacchetto, che ha lo scopo di allineare le regole in materia di Fisco per combattere la pianificazione “aggressiva” delle aziende che operano in più Paesi e spesso spostano i profitti laddove è più vantaggioso. Il meccanismo di reverse charge dell’IVA è invece un tema in discussione su un altro tavolo, quello della riforma dell’imposta, su cui la Commissione ha già presentato una proposta che favorisce il principio di “destinazione” (viene prelevata dal Paese di origine della merce, che la trasferisce a quello di destinazione che continua a fissare anche l’aliquota), e non quello del reverse charge.

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