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Longobardi: «Ora serve il riordino delle scadenze»

/ REDAZIONE

Mercoledì, 15 giugno 2016

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La proroga della scadenza per i versamenti derivanti da UNICO e IRAP da parte dei contribuenti soggetti agli studi di settore “è sicuramente una notizia positiva”, anche se “rimane l’amaro in bocca” per una decisione arrivata troppo a ridosso della scadenza. Così Gerardo Longobardi, Presidente del CNDCEC, ha commentato il provvedimento firmato ieri dal Premier Renzi, che sposta il termine per i versamenti dal 16 giugno al 6 luglio per circa 3,5 milioni di contribuenti.

Negli ultimi giorni, il Consiglio nazionale di categoria è finito al centro delle critiche di diversi iscritti, i quali, a seguito delle dichiarazioni pubblicate lo scorso sabato su facebook dal Viceministro all’Economia, Enrico Zanetti (“Dal CNDCEC – spiegava – non è arrivata alcuna richiesta ufficiale”), imputavano al CNDCEC il fatto di non aver perorato abbastanza la causa proroga. Per questo, con la nota pubblicata ieri, Longobardi ha voluto rivendicare ancora una volta il ruolo svolto dal Consiglio nazionale nella vicenda. Il provvedimento, spiega Longobardi, “è anche il frutto della costante interlocuzione che il nostro Consiglio nazionale ha da tempo intavolato sia con lo stesso MEF che con l’Agenzia delle Entrate”.

“Con questa decisione – prosegue – il Ministero dell’Economia dimostra sensibilità per le sollecitazioni che il nostro Consiglio nazionale ha avanzato in queste settimane, facendosi portatore delle difficoltà che la professione sta ancora una volta affrontando”.

Difficoltà rappresentate, negli ultimi giorni, anche dalle principali sigle sindacali di categoria, le quali, al crescere delle proteste della base, lunedì hanno inviato al MEF un’altra richiesta ufficiale di proroga del termine per i versamenti, la prima in maniera congiunta.

La decisione, però, è arrivata “sul filo di lana”, di conseguenza quella dei commercialisti non può che essere una soddisfazione parziale, che impone una riflessione più ampia sulle condizioni di emergenza in cui, quasi sempre, si è costretti a lavorare. “Ci permettiamo di sottolineare ancora una volta – si legge nella nota del Consiglio nazionale – come l’intero sistema fiscale e i suoi protagonisti non possano più permettersi le fibrillazioni che anche quest’anno, come ogni anno, abbiamo vissuto con l’approssimarsi di una scadenza così importante”.

Per questo, proprio come fatto dai sindacati, il CNDCEC rilancia il tema, più che mai attuale, di una “generale razionalizzazione del calendario delle scadenze fiscali”, a questo punto “indifferibile e ineludibile”.

Sulla questione, il Consiglio nazionale intende portare avanti il confronto con MEF e Agenzia delle Entrate, sempre nell’ottica di un “rafforzamento del rapporto di interlocuzione costruttiva e propositiva con le Istituzioni”. Un approccio che il CNDCEC “rivendica con forza”, nella convinzione che “nelle prossime settimane e mesi darà frutti positivi, specie sul fronte delle semplificazioni fiscali”.

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