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Venerdì, 24 maggio 2019 - Aggiornato alle 6.00

OPINIONI

Il «bonus verde» è un incentivo modesto

La detrazione per interventi di sistemazione in giardini e terrazzi privati nel Ddl. di bilancio comporta un ritorno economico limitato per il contribuente

/ Giuseppe REBECCA e Giorgia CAVALLARI

Sabato, 25 novembre 2017

La legge di bilancio 2018, il cui iter di approvazione sta procedendo in Senato, si allinea alle precedenti Finanziarie, prorogando diversi bonus e (ri)proponendo uno scontogreen” che fino ad oggi non ha mai visto il via.

La principale novità del Ddl. in via di approvazione è infatti una detrazione ad hoc dal reddito delle persone fisiche, che consente di agevolare per la prima volta opere su giardini, balconi, giardini pensili, terrazze private e non opere su edifici in senso stretto.
Più nello specifico, il disposto normativo di cui all’art. 3, commi da 2 a 5, prevede per il 2018 una detrazione IRPEF pari al 36% della spesa sostenuta dal proprietario o detentore con idoneo titolo dell’abitazione sulla quale verranno fatti degli interventi agevolabili.

Il legislatore include nell’agevolazione i seguenti interventi:
- la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi;
- la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
La norma agevola, oltre ai lavori in senso stretto, anche le spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione di dette opere.

Dalla lettura della norma sorgono già i primi dubbi; il perimetro dell’agevolazione, così come descritto nel disegno di legge, non è particolarmente chiaro. Ci si chiede, ad esempio, se anche il semplice acquisto di piante rientrerebbe nel concetto di “sistemazione a verde” oppure se l’introduzione di nuove essenze su un giardino già esistente possa essere agevolata o meno. Da una prima lettura parrebbe di no.

La spesa massima agevolabile è però particolarmente ridotta: 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo.
Nel caso di interventi eseguiti sulle parti comuni di edifici condominiali, il limite sarà sempre di 5.000 euro per ciascuna abitazione. In quest’ultimo caso, si sottolinea che la detrazione spetterà al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come avviene per le altre detrazioni, non è sufficiente che la spesa sia documentata, ma è altresì necessario che il pagamento avvenga attraverso un sistema tracciabile (bonifico, carta di credito e così via).

Il ritorno economico per il contribuente è pertanto assai limitato: al massimo potrà ottenere uno sconto fiscale pari a 1.800 euro, da ripartire in dieci rate annuali di pari importo (ossia 180 euro all’anno), un po’ poco per vedere il verde rifiorire, è proprio il caso di dirlo.

Vantaggio fiscale massimo di 180 euro all’anno

Il c.d. “bonus verde”, i cui punti salienti sono riportati nella tabella in calce all’articolo, non è altro che l’ennesimo tentativo di introdurre per la prima volta una detrazione fiscale sulle opere di sistemazione a verde.
L’ultimo si era registrato a fine aprile 2015, ma la proposta normativa allora non era andata a buon fine. All’epoca, l’agevolazione proposta prevedeva limiti ben più elevati: sarebbero state agevolabili con una detrazione pari al 36% tutte le spese fino a 30.000 euro, con una franchigia pari a 2.000 euro.

L’intento teorico della nuova agevolazione è di valorizzare il patrimonio paesaggistico, ecologico e ambientale del nostro Paese, con particolare riguardo alle zone ad alto tasso di cementificazione.
Il nuovo bonus dovrebbe portare, secondo le previsioni del Governo, circa 600 milioni di nuovi investimenti, che a noi pare essere una previsione del tutto ottimistica. Si tratterebbe di circa 150.000/200.000 interventi, con un costo annuo per l’Erario dai 27 ai 36 milioni di euro, comunque per lo più o totalmente assorbito dall’effetto indotto dalla fatturazione richiesta.

L’obiettivo del legislatore è certamente apprezzabile, ma la misura del beneficio appare del tutto inadeguata e pare non essere sufficiente a stimolare gli interventi proposti.

Punti salienti del nuovo bonus verde
Oggetto dell’agevolazione
“Interventi relativi alla sistemazione a verde di aree scoperte private e di realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili”:
- la spesa deve essere documentata e può comprendere anche costi di progettazione e manutenzione dell’opera
- il pagamento deve essere tracciabile
Soggetti che possono fruire del bonus
Persone fisiche con reddito capiente proprietari o detentori con idoneo titolo di un’abitazione
Beneficio
Detrazione IRPEF del 36% su una spesa massima di 5.000 euro in dieci rate annuali: complessivamente il vantaggio fiscale massimo sarà di 1.800 euro (180 euro/anno)

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