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Domenica, 16 dicembre 2018

Notizie in breve

Sempre difficile sfuggire ai reati da omessi versamenti per mancanza di liquidità

/ REDAZIONE

Venerdì, 7 dicembre 2018

La Cassazione, nella sentenza n. 54345/2018, conferma la posizione di estremo rigore della giurisprudenza di legittimità in ordine all’integrazione del reato di omesso versamento IVA in presenza di una situazione di mancanza di liquidità.

Posto che la fattispecie in questione è a dolo generico, infatti, si ribadisce come essa sia integrata dalla consapevole scelta di omettere i versamenti dovuti, ravvisabile anche qualora il datore di lavoro, in presenza di una situazione di difficoltà economica, abbia deciso di dare preferenza al pagamento degli emolumenti ai dipendenti ed alla manutenzione dei mezzi destinati allo svolgimento dell’attività di impresa, e di pretermettere i versamenti all’Erario.

L’inadempimento dell’obbligazione tributaria può essere attribuito a forza maggiore solo quando derivi da fatti non imputabili all’imprenditore che non abbia potuto tempestivamente porvi rimedio per cause indipendenti dalla sua volontà e che sfuggono al suo dominio finalistico; in particolare, si è escluso che possa essere ascrivibile a forza maggiore la mancanza della provvista necessaria all’adempimento dell’obbligazione tributaria per effetto di una scelta di politica imprenditoriale volta a fronteggiare una crisi di liquidità.

Analogamente, la circostanza per cui detta crisi di liquidità si sia materializzata al momento della scadenza del termine per il pagamento non è, di per sé, idonea ad integrare gli estremi della vis maior, essendo stato infatti chiarito che nel reato di omesso versamento IVA, ai fini dell’esclusione della colpevolezza, è irrilevante la crisi di liquidità del debitore alla scadenza del termine fissato per il pagamento, a meno che non venga dimostrato che siano state adottate tutte le iniziative per provvedere alla corresponsione del tributo, non potendo ritenersi sufficiente la mera rinuncia ai compensi da amministratore a fronte del consistente inadempimento tributario (nella specie superiore a 500.000 euro).

Del pari, non è idoneo ad integrare gli estremi della forza maggiore il mancato pagamento da parte dei debitori, in quanto l’inadempimento dei clienti rientra nel normale rischio di impresa.

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