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Giovedì, 23 maggio 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Via libera alle nuove nuove norme Ue sul copyright

/ REDAZIONE

Mercoledì, 27 marzo 2019

Con 348 voti favorevoli, 274 contrari e 36 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato ieri la direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. L’obiettivo delle nuove norme Ue sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, è consentire a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web.
Come si legge nel comunicato stampa diffuso ieri, si conclude così il processo legislativo, iniziato nel 2016, per il Parlamento europeo. Spetterà ora agli Stati membri approvare la decisione del Parlamento.

La direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d’autore di lunga data si applichino anche on line e punta ad aumentare le possibilità dei titolari dei diritti, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori (creativi) ed editori di notizie, di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme internet.

YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori on line che saranno più direttamente interessati, ma nel testo della direttiva è anche specificato che il caricamento di opere su enciclopedie on line in modo non commerciale come Wikipedia sarà automaticamente escluso dal campo di applicazione. Le piattaforme di nuova costituzione (start up) saranno poi soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle più consolidate.

La direttiva mira anche a rendere più solidi i diritti di negoziazione per autori, artisti, interpreti o esecutori, che potranno chiedere alle piattaforme una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti se la remunerazione originariamente concordata è sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne derivano per i distributori.
L’intento è che la responsabilità delle società on line aumenti le possibilità dei titolari dei diritti (in particolare musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori di notizie e giornalisti) di ottenere accordi di licenza equi, ricavando in tal modo una remunerazione più giusta per l’uso delle loro opere sfruttate in forma digitale.

L’accordo sostenuto dal Parlamento deve essere ancora formalmente approvato dal Consiglio dei Ministri Ue. Entrerà in vigore due anni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue.

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