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Giovedì, 27 giugno 2019 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

La necessità di adeguati assetti nelle srl è un’occasione per noi professionisti

Sabato, 8 giugno 2019

Spettabile Redazione,
mi permetto di intervenire sul dibattito dei controlli nelle srl, anche a seguito degli interventi dei colleghi pubblicati sul quotidiano.

A me pare, quantomeno dai dibattiti in corso, che ci stia sfuggendo qualcosa o, forse, stiamo sottovalutando una importante occasione. Non mi riferisco ai limiti per la nomina dell’organo di controllo nelle srl e quindi all’aumento, per i professionisti interessati, degli incarichi o ai costi per le società che saranno chiamate a sottoporsi al nuovo obbligo.

Il dibattito, infatti, sui limiti (troppo bassi, troppo alti quelli attuali dell’art. 2477 c.c., riequilibriamo quelli della riforma alzando l’asticella a dismisura o trovando un equilibrio intermedio tra i nuovi e i vecchi), non mi pare appassionante né il più importante da mettere in luce.

Parto da un presupposto, che in passato ho sempre sostenuto: la necessità di una qualche forma di controllo per le imprese che godono di un importante privilegio, quello della limitazione della responsabilità, che deve avere, appunto una contropartita.

Contropartita, a mio avviso, che non è il costo del necessario controllo ma, molto più opportunamente, la necessità di avere un assetto organizzativo adeguato da scambiare con la limitazione della responsabilità, per rispondere alle richieste di una moderna economia, alle esigenze di tutti gli stakeholder, per prevenire distruzioni di valore.

Aspetto a mio avviso ben colto dalla riforma sia con la modifica all’art. 2086 c.c., sia da tutti gli altri istituti introdotti dal DLgs. 14/2019.
La riforma recepisce il precetto, consolidato da lunghi anni nelle scienze economiche aziendali, circa la necessità di avere un assetto organizzativo adeguato, di attrezzarsi in ottica previsionale.
Ammodernare dunque la propria organizzazione aziendale, con un cambio culturale sia per le imprese, appunto, sia per noi professionisti dell’economia.

Il nostro compito, la vera occasione di lavoro, non sarà quello di assumere nuovi incarichi, infatti, ma precipuamente, a mio avviso, quello di accompagnare le “piccole” imprese – e forse anche qualche media – ad acquisire la necessaria dimestichezza con i moderni strumenti di governance, attraverso la progettazione e l’introduzione di presidi e modelli organizzativi, previsionali, di governo e gestione dei rischi aziendali, di efficienza e trasparenza dei processi e delle procedure operative.
Per questi ruoli sono necessarie competenze aziendalistiche che sono proprie della nostra professione, che noi abbiamo maturato in modo sistematico.

Vogliamo perdere anche questa occasione?
Acquisire questa consapevolezza e promuovere i necessari modelli sul mercato non dico sia facile, ma è comunque, a mio avviso, imprescindibile.
Ne beneficerà il prestigio della professione, contribuiremo al successo della riforma, saremo di servizio al sistema economico.

Non mi pare sia poco.


Daniele Bernardi
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano

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