X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Lunedì, 23 settembre 2019 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Per le fatture soggettivamente inesistenti non serve la «collusione»

La collusione tra emittente e utilizzatore potrebbe assumere rilevanza unicamente nel caso di frodi carosello

/ Maria Francesca ARTUSI

Sabato, 24 agosto 2019

Il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, di cui all’art. 2 del DLgs. 74/2000, può essere integrato anche nel caso di “inesistenza soggettiva”.

Ai sensi dell’art. 1 comma 1 lett. a) del DLgs. 74/2000, infatti, si intende per “fatture o altri documenti per operazioni inesistenti” le fatture o gli altri documenti aventi rilievo probatorio analogo in base alle norme tributarie, emessi a fronte di operazioni non realmente effettuate in tutto o in parte o che indicano i corrispettivi o l’imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale, ovvero che riferiscono l’operazione a soggetti diversi da quelli effettivi.

La terza sezione penale della Cassazione, nella sentenza n. 36359 ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU