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Mercoledì, 12 agosto 2020 - Aggiornato alle 6.00

ECONOMIA & SOCIETÀ

Limiti al sequestro del conto corrente cointestato

Va accertata non la materiale disponibilità da parte dell’indagato delle somme versate ma il fatto che il denaro sia causalmente «riferibile» ad esso

/ Maria Francesca ARTUSI

Lunedì, 6 luglio 2020

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Un tema di particolare rilevanza pratica nell’ambito del sequestro penale attiene ai limiti di tale provvedimento laddove vi sia un conto corrente cointestato tra il soggetto indagato e un terzo estraneo al reato.

Ci si domanda, infatti, se sia configurabile una presunzione generale, ancorché relativa, secondo cui tutte le somme giacenti sul conto cointestato dovrebbero considerarsi riferibili al soggetto indagato. La questione si pone, in particolare, nel caso di sequestro finalizzato alla confisca diretta del prezzo o del profitto del reato, cioè in relazione ad un “tipo” di confisca per il quale è invece necessario verificare il nesso di derivazione dal reato e che il bene sia “appartenente” al soggetto indagato e non ad un terzo estraneo al reato per cui si

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