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Sabato, 31 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Inviare la dichiarazione IVA con il software dell’Agenzia è stato frustrante

Mercoledì, 9 settembre 2020

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Gentile Redazione, 
ripetendo la vicenda di Don Chisciotte contro i mulini a vento, ho voluto cimentarmi con l’invio della mia personale dichiarazione IVA 2020 utilizzando i software dell’Agenzia delle Entrate.

Un’esperienza frustrante e per il momento vana: ritenterò fino al 30 settembre termine ultimo, perché, ancorché in ritardo, riuscendo l’invio, la dichiarazione sia considerata comunque inviata.

Gli adempimenti aumentano e le istruzioni dei programmi per essere compiuti sono insufficienti, soprattutto, se non addirittura omissive, di quelle necessarie per il loro utilizzo.
Stendo un velo pietoso sulla cosiddetta “Assistenza” cui ricorrere chiamando i numeri verdi.
A tacere dei casi di velata neghittosità, nel maggior numero dei casi di richiesta, l’aiuto, perché costretto ad essere dato telefonicamente, non riesce a risolvere gli ostacoli e le incognite, dati dalla “labirinticità” dei programmi.

Chi scrive si sente sempre di più asservito alle esigenze dell’Amministrazione, senza un efficace aiuto, dovendo, per giunta, subire le conseguenze di “nuovi” inadempimenti dati quale conseguenza della complessità delle procedure telematiche.
Quindi, la parola d’ordine è servire l’Amministrazione e farsi sempre più carico di compiti, una volta, di spettanza della stessa: e il risparmio, che dovrebbe esserci nella spesa dell’Amministrazione per questo trasferimento di oneri: c’è? Se c’è dove va?


Claudio Caleffi
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Reggio Emilia

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