Nelle aziende complesse non serve il nominativo del lavoratore da sostituire
Il riferimento all’esigenza sostitutiva va però integrato da altri elementi per dimostrare il nesso causale tra assenza e assunzioni a termine
Nonostante le recenti limitate aperture del legislatore in materia di rinnovo e proroga dei contratti a termine, dettate dall’emergenza epidemiologica in corso (cfr. l’art. 93 del DL 34/2020, conv. L. 77/2020, come sostituito dall’art. 8 del recente decreto “Agosto”, il DL 104/2020), le aziende ben possono anche in questo periodo trovarsi nella necessità di stipulare, rinnovare o prorogare contratti di lavoro a termine per ragioni sostitutive.
Pur in presenza della possibilità di stipula, proroga o rinnovo senza causale, la specificazione della causale sostitutiva può risultare in alcune situazioni conveniente all’azienda: ricordiamo che i contratti a termine per ragioni sostitutive beneficiano dell’esenzione dal contributo addizionale a carico del datore
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