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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Comuni esclusi dal bonus facciate e dall’ecobonus

Gli enti pubblici territoriali non possono nemmeno optare per la cessione della detrazione o per lo sconto sul corrispettivo

/ Arianna ZENI

Giovedì, 24 settembre 2020

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In linea generale, le detrazioni dall’imposta lorda derivanti dall’esecuzione degli interventi edilizi non spettano ai soggetti che non possiedono redditi imponibili.
Ne consegue che le detrazioni dall’imposta sul reddito delle società (ad esempio quelle previste per l’esecuzione degli interventi di riqualificazione energetica e di rifacimento delle facciate degli edifici) non competono agli enti pubblici territoriali (es. i Comuni) in quanto esenti dal pagamento dell’IRES ai sensi dell’art. 74 del TUIR.

Tali soggetti non possono neanche esercitare l’opzione prevista dall’art. 121 del DL 34/2020 che consente, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante nella propria dichiarazione, di ottenere un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi o di cedere un credito d’imposta di pari ammontare.
L’Agenzia delle Entrate ha fornito la precisazione nella risposta a interpello n. 397 di ieri, 23 settembre 2020.

A ben vedere, con riferimento alla detrazione IRPEF/IRES spettante per l’esecuzione degli interventi di riqualificazione energetica di cui ai commi da 344 a 347 dell’art. 1 della L. 296/2006 (e successivamente anche ai sensi dell’art. 14 del DL 63/2013), nella circ. Agenzia delle Entrate 31 maggio 2007 n. 36 è stato precisato che la detrazione (allora prevista nella misura del 55%) spettava anche per “gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale”. Il documento, in senso ancor più ampio, ha affermato anche che la detrazione “è rivolta a tutti i soggetti residenti e non residenti a prescindere dalla tipologia di reddito di cui essi siano titolari”.
In considerazione del fatto che gli enti pubblici non sono generalmente soggetti all’imposta ai sensi dell’art. 74 del TUIR, è evidente che rientrare o meno nel novero dei soggetti beneficiari delle detrazioni IRES non generava particolare interesse in quanto detti enti non avrebbero comunque potuto fruirne.

Si ricorda al riguardo che non sono soggetti all’imposta, oltre agli organi e le amministrazioni dello Stato, “i comuni, le unioni di comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori di demanio collettivo, le comunità montane, le province e le regioni”.

La generalizzata possibilità di optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, per lo sconto sul corrispettivo o per la cessione del credito relativo alla detrazione spettante prevista dall’art. 121 del DL 34/2020 (c.d. decreto “Rilancio”), rende ora la questione particolarmente rilevante per gli enti locali.
Si pensi, ad esempio, al bonus facciate di cui ai commi 219-223 dell’art. 1 della L. 160/2019, oggetto di analisi nella risposta n. 397/2020, che consentirebbe di cedere il 90% delle spese relative agli interventi di rifacimento della facciate degli edifici.

Estesi i chiarimenti forniti nella circolare 8 agosto 2020 n. 24

L’Amministrazione finanziaria, tuttavia, estendendo i chiarimenti forniti nella circ. 8 agosto 2020 n. 24, precisa che:
- agli enti pubblici territoriali non spetta la detrazione IRES relativa agli interventi di rifacimento delle facciate (il chiarimento potrebbe altresì essere esteso anche ad altre agevolazioni come quelle previste per l’esecuzione degli interventi di riqualificazione energetica);
- gli enti pubblici territoriali non possono, in quanto non rientrano tra i soggetti beneficiari dell’agevolazione, optare per la cessione/sconto sul corrispettivo ai sensi dell’art. 121 del DL 34/2020.

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