X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Giovedì, 29 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Al via le sanzioni per le imprese senza domicilio digitale

Le imprese che ne sono sprovviste o il cui domicilio è inattivo sono tenute a comunicarlo al Registro Imprese entro domani

/ Cecilia PASQUALE

Mercoledì, 30 settembre 2020

x
STAMPA

download PDF download PDF

Ancora poco tempo per adempiere l’obbligo di comunicazione del domicilio digitale al Registro delle imprese: per chi non provvede entro domani, 1° ottobre 2020, scattano le sanzioni disposte dall’art. 37 del DL 76/2020 (decreto “Semplificazioni”), come modificato in sede di conversione nella L. 120/2020.

In particolare, in caso di mancata comunicazione del domicilio digitale, si applicherà:
- per le imprese costituite in forma societaria, la sanzione prevista dall’art. 2630 c.c. (da 103 a 1.032 euro), in misura raddoppiata (quindi da 206 a 2.064 euro), con contestuale assegnazione d’ufficio di un nuovo e diverso domicilio digitale da parte del Registro delle imprese, per il ricevimento di comunicazioni e notifiche, attestato presso il cassetto digitale dell’imprenditore ed erogato dal gestore del sistema informativo nazionale delle Camere di Commercio;
- per le imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale, la sanzione prevista dall’art. 2194 c.c. (da 10 a 516 euro), in misura triplicata (quindi da 30 a 1.548 euro) e l’assegnazione d’ufficio di un domicilio digitale costituito presso il cassetto digitale dell’imprenditore, disponibile per ogni impresa all’indirizzo impresa.italia.it e valido solamente per il ricevimento di comunicazioni e notifiche; alle imprese individuali, tuttavia, la sanzione sarà irrogata previa diffida ad adempiere entro 30 giorni.

Anche il domicilio digitale inattivo può dare luogo all’applicazione delle sanzioni suddette: se il Conservatore dell’ufficio del Registro delle imprese rileva, anche a seguito di segnalazione, un domicilio digitale inattivo, chiede di provvedere all’indicazione di un nuovo domicilio digitale entro il termine di 30 giorni, decorsi i quali, in assenza di opposizione dell’interessato, procede alla cancellazione dell’indirizzo dal Registro delle imprese ed avvia contestualmente la procedura sanzionatoria e l’assegnazione d’ufficio di un nuovo domicilio.

Si ricorda che il domicilio digitale, ai sensi dell’art. 1 comma 1 lett. n-ter del DLgs. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale), consiste in:
- un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata;
- o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato (SERCQ), come definito dal Regolamento Ue 910/2014 in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno.

Peraltro, in attesa delle norme tecniche di attuazione dei servizi elettronici di recapito certificato qualificato, attualmente la PEC risulta l’unico strumento attraverso cui attivare detto strumento.
Il domicilio digitale può essere richiesto ad un gestore autorizzato (elenco su https://www.agid.gov.it/en/piattaforme/posta-elettronica-certificata/elenco-gestori-pec?page=1) e successivamente comunicato al Registro. La comunicazione, che è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria, può essere effettuata dal titolare o legale rappresentante dell’impresa tramite la procedura disponibile all’indirizzo https://ipec-registroimprese.infocamere.it/ipec/do/Welcome.action, oppure seguendo le istruzioni sul sito della Camera di Commercio del proprio territorio (si veda il Comunicato stampa Unioncamere del 25 settembre 2020).

Nessuna comunicazione, invece, è dovuta da parte delle imprese che hanno già iscritto un indirizzo PEC valido, attivo e nella loro disponibilità esclusiva.

Sospensione per le imprese di nuova costituzione

Le sanzioni non riguardano le imprese di nuova costituzione: nel caso in cui l’ufficio del Registro delle imprese riceva una domanda di iscrizione da parte di un’impresa costituita in forma societaria o da un’impresa individuale che non ha iscritto il proprio domicilio digitale, in luogo dell’irrogazione delle sanzioni previste dagli artt. 2630 e 2194 c.c., questa sospende la domanda, in attesa che essa sia integrata con il domicilio digitale.

TORNA SU