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Giovedì, 29 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Da oggi possibile l’integrazione elettronica della fattura

Con le nuove specifiche tecniche novità nel reverse charge «interno» ed «esterno»

/ Luca BILANCINI

Giovedì, 1 ottobre 2020

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Le nuove specifiche tecniche – approvate con provv. n. 166579/2020 – adottabili, in via facoltativa, dalla data odierna e, obbligatoriamente, dal 1° gennaio 2021, portano sensibili novità nel processo di emissione di fatture relative ad operazioni soggette ad inversione contabile, nonché nel procedimento di integrazione via SdI del documento.

Una questione rilevante, sotto il profilo operativo, era sorta all’atto dell’introduzione dell’obbligo pressoché generalizzato di emissione della fattura elettronica nei rapporti B2B e B2C. Il dubbio riguardava, in modo particolare, le modalità di attuazione delle disposizioni di cui all’art. 17 comma 5 del DPR 633/72, che impongono al cessionario/committente, per determinate operazioni, di integrare il documento emesso dal cedente/prestatore con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta, procedendo all’annotazione dello stesso nei registri IVA delle fatture e degli acquisti.

A titolo esemplificativo e non esaustivo, rientrano nell’ambito del c.d. reverse charge “interno”:
- le prestazioni di servizi rese da subappaltatori nel settore dell’edilizia (art. 17 comma 6 lett. a) del DPR 633/72);
- le cessioni di fabbricati per i quali il cedente ha optato per l’applicazione dell’IVA in atto (art. 17 comma 6 lett. a-bis) del DPR 633/72);
- le prestazioni di servizi di pulizia, demolizione, installazione di impianti e di completamento, relative ad edifici (art. 17 comma 6 lett. a-ter) del DPR 633/72);
- le cessioni di rottami, cascami e avanzi ferrosi (art. 74 commi 7 e 8 del DPR 633/72).

Atteso che la certificazione delle operazioni appena descritte avviene attraverso emissione di fattura in formato elettronico, l’Amministrazione finanziaria, nella FAQ 27 novembre 2018 n. 38 (aggiornata al 19 luglio 2019) e nella successiva circolare n. 14/2019, ha sottolineato che ogni qual volta sia presente una “fattura elettronica veicolata tramite Sistema di Interscambio, a fronte dell’immodificabilità della stessa, il cessionario/committente può – senza procedere alla sua materializzazione analogica e dopo aver predisposto un altro documento, da allegare al file della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l’integrazione sia gli estremi della fattura stessa – inviare tale documento allo SdI”.

Considerata la complessità, sotto un profilo operativo, di tale procedura, la stessa Agenzia delle Entrate, nella già citata FAQ n. 38/2018 ne aveva confermato l’adozione facoltativa.
Grazie all’introduzione delle nuove specifiche tecniche il processo conosce una sensibile semplificazione.
Il soggetto passivo che riceve una fattura elettronica senza evidenza dell’imposta, contenente un codice “Natura” relativo all’inversione contabile, potrà, infatti, a sua volta, generare un documento elettronico contraddistinto da una delle nuove codifiche “TipoDocumento”.

Tornando agli esempi testé proposti, l’integrazione dell’imposta potrà avvenire grazie alla creazione di un file XML con codice TD16 (“Integrazione fattura reverse charge interno”) e inserimento dei dati del fornitore nella sezione “CedentePrestatore” e di quelli del cliente – tenuto all’integrazione – nella sezione “CessionarioCommittente”.

I nuovi codici consentono altresì di procedere, per via elettronica, anche agli adempimenti relativi al reverse charge “esterno”. Sono state introdotte, infatti, le seguenti codifiche:
- TD17, per l’integrazione o autofattura in caso di acquisto di servizi dall’estero;
- TD18 per l’acquisto di beni intracomunitari;
- TD19, per l’integrazione o autofattura in caso di acquisto di beni da soggetti non residenti ex art. 17 comma 2 del DPR 633/72.

Posto che mediante l’adozione della procedura elettronica di reverse charge “esterno” i dati dell’operazione vengono comunicati al Sistema di Interscambio, tale modalità dovrebbe consentire l’esonero dalla presentazione dell’esterometro.
Se, come si è visto, molte sono le novità che riguardano il cessionario/committente con riferimento all’integrazione della fattura, altrettante sono quelle che interessano il cedente/prestatore nell’ambito dell’emissione del documento in reverse.

Mentre le attuali regole tecniche (versione 1.5) prevedono un solo codice “Natura” (N6) per identificare le operazioni che comportano l’inversione del debitore d’imposta, nelle nuove specifiche sono contenute ben nove differenti codifiche corrispondenti ad altrettante fattispecie (da N6.1 a N6.9).

Tornando ancora ai casi sopra menzionati, il soggetto che cede rottami potrà emettere, da oggi, una fattura elettronica con codice “Natura” N6.1, mentre il subappaltatore, nel settore edile, sceglierà il codice N6.3. Sarà ancora possibile utilizzare l’attuale codice “generico” N6, ma solo fino al 31 dicembre 2020. Dal 1° gennaio 2021, con l’obbligatorietà delle nuove regole tecniche, le e-fatture che dovessero riportare tale codifica verranno scartate (con codice errore 00445).

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