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Giovedì, 26 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Cartelle di pagamento con scadenza diversificata

Tutto quello che scade nel 2020 slitta di due anni

/ Alfio CISSELLO

Martedì, 27 ottobre 2020

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L’art. 1 del DL 129/2020, eccezion fatta per la proroga biennale dei termini in scadenza a fine anno (cosa comunque non da poco) ha un ambito applicativo ridotto, nonostante a prima vista possa sembrare il contrario.

Tale norma, che ha introdotto il comma 4-bis nell’art. 68 del DL 18/2020, così recita: “4-bis. Con riferimento ai carichi, relativi alle entrate tributarie e non tributarie, affidati all’agente della riscossione durante il periodo di sospensione di cui ai commi 1 e 2-bis, sono prorogati di dodici mesi: a) il termine di cui all’articolo 19, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112; b) anche in deroga alle disposizioni dell’articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, e salvo quanto previsto dall’articolo 157, comma 3, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, i termini di decadenza e prescrizione in scadenza nell’anno 2021 per la notifica delle cartelle di pagamento. Relativamente ai termini di decadenza e prescrizione in scadenza nell’anno 2020 per la notifica delle cartelle di pagamento, si applica quanto disposto dall’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159”.

Due sono gli aspetti fondamentali che emergono:
- rimane fermo l’art. 157 comma 3 del DL 34/2020, quindi, in relazione alla dichiarazione presentata nel 2018 (anno d’imposta 2017), il termine per la notifica della cartella da 36-bis scade non il 31 dicembre 2021 ma il 31 dicembre 2022; per la dichiazione presentata nel 2018 (anno d’imposta 2017) e nel 2017 (anno d’imposta 2016), il termine per la notifica della cartella da 36-ter scade, rispettivamente, il 31 dicembre 2023 (e non il 31 dicembre 2022) e il 31 dicembre 2022 (e non il 31 dicembre 2021);
- applicandosi l’art. 12 comma 2 del DLgs. 159/2015, le cartelle di pagamento, soggette a decadenza o prescrizione che scadono nel 2020 slittano a fine 2022 (l’anno 2016 – dichiarazione presentata nel 2017 – scade, se si tratta di liquidazione automatica, non il 31 dicembre 2020 bensì il 31 dicembre 2022).

Anche le cartelle di pagamento soggette al termine di decadenza triennale scaturenti da accertamenti in tema di tributi locali slittano a fine 2022, sempre che scadano nel 2020. Quanto detto non può, di contro, valere per le ingiunzioni fiscali.

Per il resto, la proroga è circoscritta, e riguarda, al più, entrate minori, in gran parte soggette a termini di prescrizione. Vero è che c’è la proroga, ma, tralasciando che la prescrizione può essere interrotta in qualsiasi momento (dunque la proroga nemmeno ha tanto senso, se la si vede in questa ottica), non riguarda le fasi procedimentali in cui acquista maggior rilievo, che sono quelle dalla cartella di pagamento in poi.

Proroga annuale per le cartelle che scadono nel 2021

Tutte le entrate soggette a decadenza (pensiamo alle cartelle da 36-bis e 36-ter ma non solo), sono soggette a prescrizione dopo la cartella: in questa fase alcun tipo di proroga opera, visto il chiaro riferimento legislativo ai termini di notifica delle cartelle di pagamento. Pertanto, se, per esempio in tema di sanzioni tributarie, sono passati cinque anni dalla notifica della cartella senza atti interruttivi, rimane ferma la prescrizione ormai intervenuta.

Oltre a ciò, la proroga non riguarda comunque la prescrizione successiva alla notifica degli avvisi di accertamento esecutivi e degli avvisi di addebito INPS, considerato che, come visto, il legislatore ha pensato esclusivamente alle cartelle di pagamento.

La proroga dei dodici mesi di cui parla il primo periodo della lettera b) è molto circoscritta: deve necessariamente riguardare carichi consegnati agli esattori dall’8 marzo al 31 dicembre 2020 i cui termini di prescrizione e decadenza scadono nel 2021. Senza contare che, per le fattispecie più significative, come detto la proroga annuale è già prevista dall’art. 157 del DL 34/2020.

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