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Domenica, 28 febbraio 2021

FISCO

Nella Certificazione Unica 2021 codice ad hoc per le somme erogate ai forfetari

Nessun codice specifico è stato invece introdotto per i soggetti in regime di vantaggio per i quali continua ad utilizzarsi il codice 7

/ Massimo NEGRO e Paola RIVETTI

Mercoledì, 24 febbraio 2021

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Il prospetto relativo ai dati fiscali per il lavoro autonomo, le provvigioni e i redditi diversi della Certificazione Unica 2021 presenta alcune novità rispetto alla versione in uso l’anno scorso. Sono stati infatti introdotti i seguenti nuovi codici da indicare nel campo 6:
- 12, relativo ai compensi, non assoggettati a ritenuta d’acconto, corrisposti ai soggetti in regime forfetario (ex L. 190/2014);
- 13, relativo ai compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 non assoggettati alle ritenute d’acconto in virtù della sospensione disposta dall’art. 19 comma 1 del DL 23/2020 (c.d. “decreto Liquidità”).

In linea di massima, i sostituti d’imposta che nel 2020 hanno erogato a soggetti in regime forfetario somme che, in base alle regole ordinarie, avrebbero dovuto essere assoggettate a ritenuta d’acconto, sono tenuti a rilasciare loro e trasmettere all’Agenzia delle Entrate la Certificazione Unica 2021, anche se non sono state operate ritenute per effetto della disposizione di esonero (art. 1 comma 67 della L. 190/2014). A contrario, la Certificazione Unica non deve essere rilasciata in relazione ai corrispettivi erogati a soggetti esercenti attività d’impresa, a meno che si tratti di provvigioni (ordinariamente soggette a ritenuta ai sensi dell’art. 25-bis del DPR 600/73) o di corrispettivi erogati dal condominio (ordinariamente soggetti a ritenuta ai sensi dell’art. 25-ter del DPR 600/73).

Posta tale regola generale, una casistica particolare è ravvisabile nelle somme pagate dal condominio ad un contribuente in regime forfetario per spese agevolabili in base alla normativa sul recupero edilizio e riqualificazione energetica, le quali sono assoggettate solo alla ritenuta di cui all’art. 25 del DL 78/2010 (circ. Agenzia delle Entrate n. 40/2010) da parte della banca di cui il “forfetario” è correntista. In tale ipotesi, il contribuente “forfetario” può chiedere la disapplicazione della predetta ritenuta alla banca (ris. Agenzia delle Entrate n. 47/2013); sotto il profilo della certificazione dei compensi, tale adempimento ricade sulla banca (provv. n. 94288/2010) e tale obbligo permane anche qualora la ritenuta non sia stata operata.

Nell’ambito della Certificazione Unica 2021, le somme corrisposte ai “forfetari” sono evidenziate con il codice 12. Rispetto a tali soggetti potrà essere utilizzato anche il codice 8 “redditi esenti o somme che non costituiscono reddito” ove siano state corrisposte nel corso del 2020, ad esempio, spese anticipate in nome e per conto del cliente, escluse dalla formazione del reddito.

A differenza del regime forfetario, nessun codice apposito è stato predisposto per il regime di vantaggio (ex DL 98/2011) per cui le somme corrisposte ai soggetti che hanno applicato tale regime nel 2020 continuano ad essere identificate nella Certificazione Unica 2021 con il codice 7 “Altri redditi non soggetti a ritenuta”.

In relazione all’emergenza coronavirus, uno specifico codice – il 13 – è stato introdotto nella Certificazione Unica 2021 per le somme non assoggettate alle ritenute d’acconto sui redditi di lavoro autonomo e sulle provvigioni da parte del sostituto d’imposta, in virtù della sospensione disposta dall’art. 19 comma 1 del DL 23/2020. La norma aveva consentito ai soggetti con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso al 17 marzo 2020 (2019, per i soggetti “solari”), la possibilità di non fare assoggettare alle ritenute di cui agli artt. 25 e 25-bis del DPR 600/73, previa apposita comunicazione al sostituto d’imposta:
- i compensi e i ricavi percepiti nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020;
- a condizione che nel mese precedente i lavoratori autonomi e gli agenti non avessero sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.

L’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto d’imposta doveva essere versato, senza applicazione di sanzioni e interessi, dal percipiente:
- utilizzando il codice tributo 4050 (istituito dalla ris. Agenzia delle Entrate n. 50/2020);
- in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro la citata data del 16 settembre; in alternativa, era possibile effettuare il versamento entro i predetti termini per il 50% dell’ammontare dovuto e procedere, sul restante 50%, mediante rateizzazione fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il pagamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021.

Da quest’anno la scadenza per la consegna al sostituito delle CU 2021 e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle medesime è fissata al 16 marzo; resta comunque ferma la scadenza del 31 ottobre per l’invio delle CU che non contengono dati da utilizzare per l’elaborazione della dichiarazione precompilata tra le quali rientrano quelle relative ai redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio abituale di arti o professioni (anche in regime forfetario e di vantaggio).

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