X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Mercoledì, 14 aprile 2021 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Le sette rate alla Cassa Ragionieri non sono un miglioramento

Martedì, 2 marzo 2021

x
STAMPA

Gentile Direttore,
mi permetto di scriverle per dare risalto alla totale mancanza di sensibilità e attenzione da parte della Cassa Ragionieri nei confronti dei propri iscritti.

Con comunicato ricevuto tramite PEC a fine 2020 la Cassa di previdenza di mia appartenenza ha “laconicamente” comunicato la modifica del regolamento della previdenza, con modifica – tra l’altro – della ripartizione dei contributi dovuti dagli iscritti verso la cassa a partire dai pagamenti da eseguire dal 2021 (sul 2020). Nei fatti viene “spalmato” su 7 rate l’importo complessivamente dovuto per l’anno precedente (minimi e autoliquidazione) giustificandolo come un miglioramento. Nei fatti è un grave peggioramento, di fatto un anticipo e finanziamento della Cassa da parte degli iscritti. Questa anticipazione fa si che alla prima scadenza del 28 febbraio 2021 il contributo dovuto sia sensibilmente più alto (per quanto mi riguarda da 900,86 euro della scadenza del 15 febbraio 2020 sono passato a 2.216,54 euro della attuale scadenza del 28 febbraio 2021).

A fronte di – inevitabili e credo vibranti – proteste da parte di miei colleghi, la Cassa si è espressa con altro comunicato, sempre inviato tramite PEC, del 20 febbraio 2021. Con mia PEC alla Cassa ragionieri in data odierna (26 febbraio 2021, ndr) ho fatto presente quanto questa innovazione sia a danno di noi iscritti, a maggior ragione del fatto che altre Casse – vedi Cassa forense – hanno addirittura sospeso questi pagamenti nel 2021 sino a data da definirsi, inibendo anche chi avrebbe voluto pagare!

Nella sua lettera a difesa del 20 febbraio, la Cassa mette come “carota” la possibilità di anticipare la propria liquidazione previdenziale ad aprile 2021 (sul 2020) così da dare modo agli iscritti di dichiarare in anticipo i redditi e volume di affari 2020. Peccato che quest’anno – come già lo scorso – i programmi per le dichiarazioni non arriveranno certo prima di maggio, per non parlare dei moduli di controllo e compilazione ISA!

Trovo veramente di cattivo gusto questa presa di posizione della Cassa Ragionieri, credo che ne vada stigmatizzata la decisione come totalmente errata e con effetti di inutile aggravio agli iscritti.


Paolo Bertamino
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Genova


***


Dopo la segnalazione del nostro lettore abbiamo chiesto chiarimenti alla Cassa. Di seguito, pubblichiamo la risposta.

Caro Direttore,
l’iscritto si riferisce alla modifica apportata al regolamento della previdenza che riguarda le modalità di versamento dei contributi annuali.

Prima della riforma i versamenti erano distinti in cinque rate fisse, a copertura dei minimi da versarsi a febbraio, aprile, giugno, luglio e ottobre; ciascuna da circa 900 euro. E da due rate di eccedenze, calcolate sul volume d’affari e sul reddito professionale da versare a settembre e dicembre.

Erano così concentrati nelle due rate di fine anno, settembre e dicembre, gli importi più rilevanti: con uno sbilanciamento negli impegni finanziari degli iscritti che proprio negli ultimi mesi dell’anno sono carichi di scadenze anche di altra natura per imposte, acconti di imposte, tredicesime al personale di studio ed altro.

Con deliberazione unanime del Comitato dei Delegati (assunta a novembre 2019, in epoca nella quale non era nemmeno immaginabile quello che è accaduto nel mondo pochi mesi dopo) si è deciso di ripartire i versamenti sulla base di quanto versato nell’anno precedente in sette rate uguali, salvo conguaglio non appena l’iscritto presenti il modello annuale di comunicazione obbligatoria di redditi e volume d’affari.

Lo spirito, dunque, è e resta quello di evitare la concentrazione di versamenti di ammontare più rilevante in un periodo ristretto di fine anno, ripartendo le somme su un orizzonte più ragionevole. E non certo quello di acquisire da parte della Cassa “anticipazioni” di somme: delle quali peraltro non c’è nessuna necessità. Occorre ricordare che la modifica è stata accolta con grande favore dai più, oltre che unanimemente votata: e dispiace che ne sia travisato lo spirito.

Quanto alla possibilità di esercitare tempestivamente il conguaglio con la comunicazione annuale, il sistema informatico è stato aggiornato consentendo già da ora di rendere la comunicazione; e ciascuno degli iscritti potrà – se vuole – determinare con facilità il proprio volume d’affari e calcolare il reddito professionale, indipendentemente dai tempi di rilascio dei moduli dichiarativi da parte dell’Agenzia delle Entrate.

È nota la resistenza al cambiamento e le difficoltà sia pratiche che emotive che comporta l’adattamento a una nuova situazione ma occorre anche coglierne le opportunità per capire meglio gli aspetti positivi.


Paolo Longoni
Consigliere d’amministrazione e Presidente della Commissione previdenza della Cassa dei Ragionieri e degli Esperti Contabili

TORNA SU