Iniziano le grandi manovre per le elezioni nazionali
Gli Ordini della Calabria al fianco del Presidente de Nuccio. Civetta e Asvisio rilanciano il loro progetto alternativo
Chiusa la partita degli Ordini locali, i riflettori dei rappresentanti dei commercialisti tornano sulle elezioni nazionali che dovrebbero tenersi a fine aprile. La prima mossa post voto, in ordine di tempo, è stata quella dei neo eletti Presidenti degli Ordini della Calabria che il 19 gennaio si sono riuniti con i Presidenti uscenti sancendo il sostegno unanime alla lista guidata da Elbano de Nuccio e alla candidatura, in qualità di rappresentante territoriale, di Antonio Repaci, attuale Vicepresidente del CNDCEC.
“Una scelta – scrivono gli esponenti dei 10 Ordini calabresi in una nota stampa – che nasce dal territorio, dall’ascolto quotidiano degli iscritti e dalla piena consapevolezza dei risultati concreti, tangibili e strategici raggiunti (dal Consiglio nazionale, ndr) nel corso del mandato”. La decisione di rendere pubblico il proprio posizionamento fa seguito a quella assunta poco prima della tornata elettorale del 15 e 16 gennaio scorsi da 12 dei 13 Ordini del Triveneto (fatta eccezione per quello di Trento e Rovereto), i quali, ancorché nella uscente composizione consiliare, si erano detti tutti compatti al fianco del Presidente nazionale in carica.
Insomma, gli schieramenti si vanno delineando, seguendo la nuova geografia che il voto locale ha contribuito a ridefinire quantomeno parzialmente. Perché, tra le tante elezioni in continuità, ce ne sono state anche alcune di rottura con il recente passato, destinate ad avere un peso politico in ottica elezioni nazionali. Su tutte l’affermazione di Edoardo Ginevra, numero uno dell’AIDC, alla guida dell’Ordine di Milano. L’ODCEC che, sotto la presidenza di Marcella Caradonna, rappresentava uno dei pilastri del progetto che fa capo a Mario Civetta, con ogni probabilità (non ci sono ancora conferme ufficiali, ma tutto lascia pensare che sarà così) sposerà la causa de Nuccio.
Trentasette voti (tanti ne esprime l’Ordine lombardo) che si spostano da uno schieramento all’altro non sono pochi, senza considerare il potenziale effetto traino su eventuali “indecisi”. A dimostrazione del peso politico del riposizionamento, nei giorni immediatamente successivi alle elezioni locali si è addirittura diffusa la voce che Civetta volesse ritirarsi dalla corsa e che sul tavolo ci fosse un’ipotesi di lista unica a guida de Nuccio.
Voci di corridoio che lo stesso Civetta ha voluto smentire, firmando una lettera assieme al Presidente uscente dell’Ordine di Torino, Luca Asvisio, per rilanciare il proprio progetto. “La fiducia che ci è stata assicurata in questo recentissimo passaggio elettorale – si legge in proposito nella missiva indirizzata agli Ordini locali – non è solo un riconoscimento, ma una responsabilità precisa. Rispettoso di questa legittimazione democratica, forte della condivisione di intenti con alcuni di voi a seguito di un confronto vero e partecipato, penso che sia tempo di confermare questo pragmatismo, rifiutando liste calate dall’alto frutto di compromessi di vertice”.
Nella lettera vengono enunciati anche i 4 capisaldi del programma di mandato, che parte dalla “dignità costituzionale” e dalle “prerogative”, in termini di “esclusive di mercato”, che devono essere riconosciute ai commercialisti a fronte degli “elevatissimi standard” imposti dallo Stato per accedere alla professione. La seconda priorità è quella di far diventare il CNDCEC una “fabbrica di servizi” a supporto della categoria, sviluppando “software e tecnologie”, “supporto finanziario e welfare” e “tutele assicurative”. In questo modo, si fornirà anche una risposta alla crisi delle vocazioni, terza priorità indicata nella missiva, “trasformando l’iscrizione all’albo da costo obbligatorio a vantaggio competitivo immediato”.
Infine, “moralità e rigore nella gestione” del Consiglio nazionale: “Basta sprechi – scrivono Civetta e Asvisio – basta spese di rappresentanza fini a sé stesse. Ogni euro deve tornare al territorio a beneficio di tutti gli iscritti”. La lettera si conclude con l’invito a chi condivide queste priorità di “unire le forze per avviare un percorso trasparente, condiviso e partecipato”. Un percorso che la sconfitta a Milano ha, se non compromesso, reso certamente più in salita, ma Civetta e Asvisio hanno ancora voglia di giocarsi la partita.
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