Riforma del 2017 su prescrizione del reato ancora applicabile ai fatti commessi quando era in vigore
La Corte costituzionale ha depositato ieri la sentenza n. 38/2026, in cui sono state dichiarate non fondate le questioni sollevate in relazione alla recente interpretazione delle Sezioni Unite della Cassazione sulla successione di leggi in materia di prescrizione penale.
In particolare, viene affermato che non è in contrasto con il principio di legalità né con il principio di ragionevolezza l’interpretazione delle Sezioni unite n. 20989/2025, secondo cui il regime della prescrizione risultante dalla L. 103/2017 continua ancora oggi ad applicarsi ai fatti commessi tra la sua entrata in vigore (3 agosto 2017) e l’entrata in vigore della L. 3/2019 (1° gennaio 2020).
La disciplina del 2017, pertanto, dovrà continuare ad applicarsi ai fatti commessi sotto il suo vigore, in quanto legge più favorevole rispetto a quelle successive.
Vietate le riproduzioni ed estrazioni ai sensi dell’art. 70-quater della L. 633/1941