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Lunedì, 16 settembre 2019 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Autorizzazione all’impiego di minori nello spettacolo solo per lavoro

L’INL ha precisato che per concedere l’autorizzazione è necessaria la presenza di una concreta attività lavorativa

/ Mario PAGANO

Sabato, 14 settembre 2019

L’autorizzazione ex art. 4 della L. 977/67, prevista per l’impiego di minori nello spettacolo, deve essere rilasciata dall’Ispettorato territoriale del lavoro nella sola ipotesi in cui sussista un rapporto di lavoro, in conformità con il disposto della norma. Questo il rilevante chiarimento contenuto nella nota n. 7966 del 11 settembre 2019, con la quale l’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) è intervenuto in tema di lavoro dei minori, per rispondere ad una richiesta di parere formulato da un proprio ufficio territoriale.

Più in particolare, la questione nel caso concreto verteva sulla necessità di ricorrere alla procedura prevista dal citato art. 4 anche nelle ipotesi in cui, pur in ambito di spettacolo, non vi sia una vera e propria prestazione lavorativa. Più precisamente l’ipotesi riguardava il rilascio, a titolo gratuito, di una intervista da parte di un minore in un programma televisivo.

Giova ricordare che, ai sensi dell’art. 3 della L. 977/67, l’età minima per l’ammissione al lavoro è fissata al momento in cui il minore ha concluso il periodo di istruzione obbligatoria e comunque non può essere inferiore ai 15 anni compiuti. In tal senso, pertanto, di norma l’età minima per l’ammissione al lavoro, stante l’attuale soglia di obbligo scolastico, è pari a 16 anni. Nel contempo il successivo art. 4 comma 1 stabilisce un preciso divieto ad adibire al lavoro il bambino, ossia il minore che non ha ancora compiuto 15 anni di età o che è ancora soggetto all’obbligo scolastico.

Quanto all’adolescente, ossia il minore di età compresa tra i 15 e i 18 anni di età e che non è più soggetto all’obbligo scolastico, l’art. 6 della L. 977/67 stabilisce che è vietato adibire gli adolescenti ad alcune particolari lavorazioni, processi e lavori, espressamente indicati nell’Allegato I alla predetta legge, quali, ad esempio, mansioni che espongono a determinati agenti fisici, biologici e chimici, lavori di fabbricazione e di manipolazione di dispositivi, ordigni ed oggetti diversi contenenti esplosivi, lavori il cui ritmo è determinato dalla macchina e che sono pagati a cottimo, eccetera.

Previste significative sanzioni penali

Nel solco di questo quadro normativo, peraltro fornito di una severa tutela penale, che prevede l’arresto fino a 6 mesi nel caso di impiego di bambini ovvero l’arresto non superiore a 6 mesi o l’ammenda per l’adibizione al lavoro di minori in età non lavorativa, si colloca la procedura speciale di autorizzazione, disciplinata dal comma 2 del citato art. 4 della L. 977/67.

Ai sensi di tale disposizione, la sede territoriale dell’Ispettorato può autorizzare, previo assenso scritto dei titolari della potestà genitoriale, l’impiego dei minori in attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo, purché si tratti di attività che non pregiudichino la sicurezza, l’integrità psicofisica e lo sviluppo del minore, la frequenza scolastica o la partecipazione a programmi di orientamento o di formazione professionale.

Dal punto di vista pratico, per ottenere l’autorizzazione deve essere presentata idonea istanza, indicando la tipologia di attività, il ruolo svolto dal minore, il programma, il giorno e l’ora precisa di inizio e fine della prestazione e dove avrà luogo. Inoltre l’istante si impegna anche a salvaguardare la moralità del minore e a garantire che i lavori non si protrarranno oltre le ore 24:00.

A questo punto c’è da chiedersi quale sia il reale campo di applicazione della menzionata procedura. Come già anticipato, l’INL ha chiarito come la stessa ha la propria ragione d’essere unicamente ove alla base dell’attività del minore per la quale viene richiesta l’autorizzazione, sia essa rientrante nel mondo dello spettacolo ma, evidentemente, anche negli altri settori menzionati, quali le prestazioni di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario, vi sia un concreto rapporto di lavoro tra chi richiede l’autorizzazione ed il minore coinvolto.
A tale conclusione la nota in commento giunge attraverso due precise argomentazioni.

La prima sembra avere un carattere di natura più letterale. Infatti l’INL sottolinea, innanzitutto, come l’art. 4 della L. 977/67 prevede il rilascio di autorizzazione da parte dell’ITL nel solo caso di “impiego dei minori in attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo”.

In secondo luogo viene preso in considerazione il regolamento di cui al DM 27 aprile 2006 n. 218, recante specifica disciplina circa l’impiego di minori di anni quattordici in programmi televisivi. Tale decreto – sottolinea la nota – sebbene trovi applicazione anche al di fuori di un rapporto di lavoro, tuttavia, nel rinviare espressamente alla disciplina contemplata dalla summenzionata L. 977/67, fa espresso riferimento alle sole ipotesi di “impiego lavorativo del minore di anni quattordici” (art. 4 comma 1).

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