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Venerdì, 10 aprile 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Indennità di 600 euro e altre agevolazioni per i titolari di partita IVA

Il Governo ha messo a punto anche un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione dei locali di negozi e botteghe

/ Pamela ALBERTI e Paola RIVETTI

Lunedì, 16 marzo 2020

La bozza di decreto contenente misure di sostegno economico per l’emergenza da COVID-19, che dovrebbe essere sul tavolo del Consiglio dei Ministri convocato per oggi, contempla una serie di agevolazioni per professionisti e imprese.

Al fine di garantire una copertura minima a determinate categorie di soggetti che, in base al loro inquadramento previdenziale, non potrebbero accedere a specifici istituti di tutela (come gli ammortizzatori sociali), dovrebbe essere riconosciuta un’indennità una tantum di 600 euro, come dichiarato ieri in tarda serata dal Ministro Roberto Gualtieri alla trasmissione televisiva Che Tempo che fa.

La misura di sostegno sarebbe prevista per le seguenti categorie di soggetti:
- liberi professionisti titolari di partita IVA attiva al 23 febbraio 2020 e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione Separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
- lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO - Assicurazione generale obbligatoria (ossia artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
- lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto, non titolari di pensione e di rapporto di lavoro dipendente;
- operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo;
- lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo (FPLS), con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione (non hanno diritto all’indennità i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del decreto);
- titolari di rapporti di collaborazione presso società e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’art. 67 comma 1 lett. m) del TUIR, già in essere al 28 febbraio 2020.
L’indennità è erogata, entro i limiti degli importi stanziati per ciascuna categoria di soggetti, dall’INPS, previa domanda (per i collaboratori di ASD e SSD, le domande sono presentate alla società Sport e Salute s.p.a.).
Per tutte le categorie sopra indicate, l’indennità non concorre alla formazione del reddito del percipiente.

Sotto un diverso profilo, per incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, viene prevista l’introduzione di un credito d’imposta a favore di tutti gli esercenti attività d’impresa, arte o professione, per il periodo d’imposta 2020, nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino ad un importo massimo di 20.000 euro. Il limite massimo di spesa previsto è pari a 50 milioni di euro per l’anno 2020.

Viene, inoltre, previsto un credito d’imposta per botteghe e negozi al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica. Nello specifico, ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1. Il credito d’imposta non si applica alle attività “essenziali” di cui agli Allegati 1 e 2 del DPCM 11 marzo 2020 (es. farmacie, supermercati, ecc.).

Dovrebbe anche essere introdotto un regime straordinario per il credito d’imposta per investimenti pubblicitari (art. 57-bis del DL 50/2017): per il 2020 tale credito è concesso, alle stesse condizioni e ai medesimi soggetti già contemplati, nella misura unica del 30% del valore degli investimenti effettuati (non più, quindi, nella misura del 75% dei soli investimenti incrementali) nel limite massimo di 60 milioni di euro l’anno.
Risulterebbe anche ampliato l’ambito oggettivo e soggettivo del tax credit edicole di cui all’art. 1 comma 806 della L. 145/2018.

Verrebbe prevista, infine, una detrazione dall’IRPEF lorda nella misura del 30% per le erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali in favore di Stato, Regioni, enti locali territoriali, enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica. La detrazione non può superare i 30.000 euro.

Per i soggetti titolati di reddito d’impresa, le stesse erogazioni liberali in denaro dovrebbero essere deducibili dal reddito d’impresa e non si dovrebbero considerare destinate a finalità estranee all’esercizio dell’impresa. 

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