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Sabato, 6 giugno 2020 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Patrimonio fallimentare insensibile alle vicende che pregiudicano i creditori

Uno Studio del Notariato esamina le problematiche connesse alla morte del fallito

/ Antonio NICOTRA

Mercoledì, 8 aprile 2020

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Con lo Studio n. 19-2020/E – “Morte del fallito in corso di fallimento (poi morte del debitore in pendenza della liquidazione giudiziale)”, il Consiglio nazionale del Notariato esamina le problematiche connesse alla morte del fallito in pendenza di fallimento, anche alla luce del DLgs. 14/2019. L’analisi è condotta confrontando le soluzioni prospettate per il fallimento con quelle proposte per l’espropriazione singolare.

La morte del fallito non impedisce la prosecuzione della procedura fallimentare pendente (art. 12 del RD 267/42 e artt. 35 e 36 del DLgs. 14/2019), in applicazione del principio generale di cui agli artt. 110 e 111 comma 2 c.p.c.  L’ambito di applicazione della procedura, tuttavia, investe solo i beni che costituiscono il patrimonio fallimentare. ...

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