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Lunedì, 18 gennaio 2021 - Aggiornato alle 6.00

INIZIATIVE DI CATEGORIA

Dal CNDCEC nuova spinta su aggregazioni e internazionalizzazione

/ REDAZIONE

Mercoledì, 25 novembre 2020

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Creare delle aggregazioni che consentano alle PMI di inserirsi stabilmente sui mercati internazionali, che oggi sono sfruttati solo dalle grandi realtà imprenditoriali. Così il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili ha presentato, nel corso di un webinar tenutosi ieri, il protocollo d’intesa firmato lo scorso mese con l’Agenzia delle Dogane.

Si tratta di un accordo, ha spiegato Marcello Minenna, Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che “mette finalmente in contatto i commercialisti con l’Agenzia. Lo scambio dati tra queste due realtà e la preparazione professionale della categoria rappresentano una buona opportunità anche sul tema Brexit”.

Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea “il sistema doganale di controllo di certificazione sui prodotti italiani che arriveranno in Inghilterra sarà strategico. Ma la Brexit può rappresentare anche criticità in tema di antifrode e competizione transfrontaliera. Per l’ADM il protocollo siglato con il Consiglio nazionale dei commercialisti è qualcosa di cui avvalersi anche in questo passaggio per far crescere il confronto tra le nostre due realtà e la consapevolezza professionale su queste tematiche”.

Obiettivo del protocollo è quello di avviare un’azione sinergica finalizzata alla realizzazione di eventi e progetti a supporto dell’internazionalizzazione del tessuto economico e produttivo del Paese. I due enti, inoltre, si impegnano a promuovere analisi e approfondimenti delle novità procedurali in ambito doganale per consentire il rafforzamento della competitività delle imprese italiane.

Secondo Massimo Miani, Presidente del CNDCEC, l’intesa rappresenta “uno dei più importanti accordi firmati in questa consiliatura, sia per le opportunità che possono derivarne per la nostra professione, sia per il consolidamento dei rapporti che la nostra categoria deve perseguire con le Istituzioni”.

In un contesto in cui la professione vive “la crisi del suo core business, ossia i servizi fiscali, sempre più aggredito dalla digitalizzazione dei processi che riduce quote di mercato e margini di guadagno”, guardare nuove opportunità diventa una necessità. Per facilitare questo approccio il Consiglio nazionale ha realizzato il progetto «Attività d’impresa», che “punta a incrociare le attività professionali con quelle d’impresa e a mettere ancor di più a disposizione le nostre competenze, migliorandole, per le attività d’impresa. Il protocollo con ADM ci fornisce l’opportunità di essere parte attiva nello studio della compliance doganale delle aziende”.

I commercialisti, ha ricordato Achille Coppola, Segretario del CNDCEC e fautore del progetto “Attività d’impresa” assieme al Consigliere Giuseppe Laurino, “seguono l’85% delle società di capitali e dai loro studi passa l’85% dei dichiarativi. Ora vogliamo crescere anche sul fronte dell’export, asset importante del nostro Paese. L’export non è una realtà per piccole imprese. Solo 13mila imprese italiane sono presenti sui mercati internazionali e di queste 4 mila realizzano da sole l’80% del totale delle esportazioni. Da questo punto di vista l’azione dei commercialisti può essere determinante per favorire aggregazioni tra le imprese”.

Ma per essere più presenti in questo ambito, “potenzialmente molto significativo”, anche i commercialisti dovranno guardare con più attenzione alle aggregazioni professionali. Nei mesi scorsi, il Consiglio nazionale ha fatto partire un progetto che ha “messo in rete 1300 studi, che rappresentano circa 7 mila commercialisti e una grande platea di clienti”, attorno a dei cluster specifici, come quelli dedicati all’economia del mare e al Made in Italy. L’obiettivo è quello di portare nuove competenze ed entrambi i progetti, “Attività d’impresa” e il protocollo con le Dogane, rappresentano due “buone occasioni di crescita”.

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