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Mercoledì, 17 agosto 2022 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Medico del lavoro escluso da IRAP se privo di studio proprio

/ REDAZIONE

Giovedì, 7 luglio 2022

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Con l’ordinanza n. 21357 depositata ieri, la Cassazione ha ribadito che la disponibilità di uno studio professionale non costituisce indice di autonoma organizzazione, laddove tale struttura sia riferibile a un soggetto terzo (rispetto al contribuente) e da questi organizzata.

Inoltre, la circostanza che il professionista (nel caso di specie, medico del lavoro) collabori con esso, ricevendo emolumenti per i servizi prestati, esclude di poterlo ritenere il relativo responsabile. Infatti, se disponesse di un’autonoma organizzazione, sarebbe lui stesso a retribuire i fattori della produzione.

Nel caso oggetto di pronuncia, il medico del lavoro è socio di un centro medico che svolge attività di prevenzione, informazione, formazione degli addetti responsabili delle singole aziende e, in quanto poliambulatorio autorizzato, esami di laboratorio e diagnostica.

Nell’esercizio della propria attività il medico si reca nei luoghi di lavoro ad effettuare le visite, senza fruire delle strutture del centro.
Pertanto, la corresponsione, da parte di quest’ultimo, di compensi al medico esclude che egli possa avvalersi della relativa struttura; diversamente, dovrebbe lui stesso “corrispondere somme e non riceverle in pagamento”.

Infine, viene giudicato irrilevante l’ausilio fornito da un oculista, atteso che si tratta di un rapporto di “collaborazione paritaria tecnico professionale” di natura occasionale, senza vincoli di subordinazione, né inserimento in un’organizzazione creata dal contribuente. Oltretutto, nel caso di specie, l’apporto del medico oculista appare indispensabile.

Da ultimo, si ricorda che, per effetto dell’art. 1 comma 8 della L. 234/2021, dal 2022, indipendentemente dall’organizzazione della quale si avvalgono, l’IRAP non è in ogni caso più dovuta dalle persone fisiche esercenti attività commerciali e arti e professioni.

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