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Domenica, 27 novembre 2022

LAVORO & PREVIDENZA

Prestazioni occasionali più libere nell’agricoltura e nel turismo

Il Ddl. di bilancio 2023 amplia gli utilizzatori del contratto di prestazione occasionale

/ Elisa TOMBARI

Venerdì, 25 novembre 2022

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Tra gli interventi in materia di lavoro contenuti nella bozza di disegno di legge di bilancio 2023, emerge la volontà di ampliare la possibilità di occupare in via temporanea i lavoratori utilizzando il sistema dei “voucher” telematici INPS.

Dopo l’abrogazione del lavoro accessorio di cui agli artt. 48-50 del DLgs. 81/2015 a opera del DL 25/2017 convertito, l’art. 54-bis del DL 50/2017 ha reintrodotto la possibilità di acquistare prestazioni di lavoro occasionale:
- per le persone fisiche, purché non nell’esercizio dell’attività di impresa o professionale, con il “Libretto Famiglia”;
- per i soggetti diversi dalle persone fisiche e per le persone fisiche che operano nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, con il contratto di prestazione occasionale (c.d. “Prest.O.”).

Secondo la bozza in esame, una delle modifiche dovrebbe riguardare la soglia prevista per i compensi di cui all’art. 54-bis comma 1 lett. b); in particolare, dal 1° gennaio 2023, si innalzerà da 5.000 a 10.000 euro il limite annuale fissato per i compensi erogabili da ciascun utilizzatore per la totalità dei prestatori. In pratica, ogni utilizzatore potrà erogare complessivamente compensi per prestazioni occasionali fino a 10.000 euro.

Resta invece fermo il limite massimo di 280 ore di lavoro presso ciascun utilizzatore (eccezion fatta per il settore agricolo), la soglia di 5.000 euro che ciascun prestatore può ricevere complessivamente dalla totalità degli utilizzatori, il limite di 2.500 euro che riguarda il singolo rapporto tra il medesimo prestatore e utilizzatore, nonché, per le sole attività di stewarding di cui al DM 13 agosto 2019, il tetto di 5.000 euro per ciascun prestatore per le attività svolte nei confronti di ciascuna società sportiva professionistica ex L. 91/1981.

Per effetto delle modifiche in arrivo, entro i limiti sopra citati sarà possibile fruire di attività lavorative di natura occasionale svolte nell’ambito delle attività agricole di carattere stagionale per un periodo non superiore a 45 giorni nel corso dell’anno solare, con un compenso minimo pari a “tre buoni lavoro” per ogni giornata lavorativa, fermo restando quanto previsto dall’art. 54-bis comma 16, che disciplina le modalità di calcolo per il compenso minimo del settore agricolo. Entro i limiti economici e quantitativi sopra indicati viene poi ampliato il perimetro di utilizzo del contratto di prestazione occasionale, disciplinato dal comma 16 dell’art. 54-bis.

In particolare, dal 1° gennaio 2023 potranno accedere alle prestazioni in esame gli utilizzatori che abbiano alle proprie dipendenze fino a 10 lavoratori subordinati a tempo indeterminato (invece di cinque), con l’eccezione delle “aziende alberghiere e delle strutture ricettive operanti nel settore del turismo”, che, grazie all’abrogazione del limite degli 8 lavoratori, dovrebbero poter accedere alle prestazioni in esame a prescindere dal computo della forza aziendale.
Decade infine il divieto di utilizzo per i datori di lavoro del settore agricolo, settore nel quale le prestazioni occasionali potevano essere rese soltanto da particolari categorie di soggetti (ad esempio, pensionati, studenti, disoccupati, ecc.).

Invariato il divieto per il settore edile

Dovrebbe invece restare invariato il divieto di utilizzare il contratto di prestazione occasionale per coloro che operino nel settore edile e settori affini, comprese le imprese esercenti l’attività di escavazione o di lavorazioni di materiale lapideo e delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere, nonché per coloro che acquisiscono prestazioni nell’ambito di un contratto di appalto di opere o servizi.

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