Incentivi per docenti e ricercatori non applicabili al ricercatore già in precedenza in Italia
Gli incentivi per docenti e ricercatori (art. 44 del DL 78/2010) richiedono, tra i requisiti di accesso, un periodo minimo di residenza estera prima del trasferimento in Italia.
La risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 121 di ieri, 8 giugno 2026, ha disconosciuto la sussistenza di tale requisito, negando quindi il beneficio, in capo a un ricercatore giapponese, assunto da un’università italiana nel 2026, il quale aveva vissuto a Roma dal 2016 fino al mese di marzo 2025, svolgendo attività di ricerca presso l’European molecular biology laboratory (EMBL); durante tale periodo, il ricercatore aveva soggiornato in Italia insieme alla famiglia come “non residente” e i relativi compensi erano stati esentati dall’IRPEF in virtù di un accordo tra Governo italiano e EMBL.
Ad avviso dell’Agenzia, in considerazione del periodo trascorso in Italia non è possibile considerare il ricercatore residente all’estero per il periodo che precede l’assunzione presso l’università italiana.
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