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Minusvalenza deducibile solo se inerente all’attività

Per la Suprema Corte, l’inerenza richiede che il costo sia finalizzato a un’attività almeno potenzialmente idonea a incidere utilmente sugli utili

/ Leda Rita CORRADO

Giovedì, 28 febbraio 2013

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Con la sentenza n. 4901 di ieri, la Corte di Cassazione, ponendo fine ad una controversia tributaria protrattasi per diversi anni, nega la deducibilità di una (ingente) minusvalenza da cessione di partecipazione per difetto di inerenza e violazione del divieto di abuso del diritto.

Quanto al primo profilo, la Suprema Corte ritiene che la sussistenza del nesso di inerenza tra la minusvalenza e l’attività della controllante sia smentita dall’antieconomicità dell’operazione complessivamente realizzata.
Pur non risolvendosi necessariamente nel rapporto con uno specifico componente attivo del reddito d’impresa, l’inerenza (cfr. l’art. 75, comma 5 del TUIR, applicabile ratione temporis e oggi sostituito dall’art. 109, comma 5 del TUIR) richiede che il costo ...

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