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Per Confedilizia, con la legge di stabilità fino a 27 miliardi di imposte nel 2014

/ REDAZIONE

Mercoledì, 27 novembre 2013

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Il maxiemendamento, interamente sostitutivo del Ddl. di stabilità, sul quale ieri il Governo ha posto la questione di fiducia, ottenendo nella notte – e quindi, di fatto, oggi – la fiducia dall’Aula del Senato, come anticipato da un emendamento presentato due giorni fa dai relatori, in materia di riordino della tassazione immobiliare introduce la IUC (imposta unica comunale).

In estrema sintesi, la nuova imposta si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore e l’altro collegato all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali. La IUC si compone dell’imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali, e di una componente riferita ai servizi, che si articola nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.

L’aliquota di base della TASI è pari all’1 per mille.
La somma complessiva delle aliquote di TASI e IMU per ciascuna tipologia di immobili non deve essere superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile. Per il 2014, l’aliquota massima non può eccedere il 2,5 per mille.

Sulla base delle prime indiscrezioni trapelate sulla IUC, ieri Confedilizia ha reso noto che, con le nuove disposizioni, la proprietà edilizia pagherà, nel solo 2014, quasi 24 miliardi se i Comuni applicano l’aliquota minima della TASI e 27 nel caso di aliquota massima. A tale cifra – si legge nel comunicato – si devono poi aggiungere i 500 milioni di gettito che il Governo prevede di ottenere dalla tassazione delle case non affittate. Le maggiori imposte relative agli anni 2012-2014 per effetto dei “moltiplicatori Monti” e dell’istituzione della TASI ammonterebbero a 39,9 miliardi nell’ipotesi minima e a 43,1 miliardi nell’ipotesi di applicazione dell’aliquota massima da parte dei Comuni.

Questi, prosegue il comunicato, sono i dati principali che emergono dalle tabelle predisposte dall’Ufficio Studi di Confedilizia, che illustrano l’aggravio di tassazione a carico dei proprietari di casa a partire dal 2012, primo anno di applicazione – nell’ambito della versione sperimentale dell’IMU – dei moltiplicatori catastali previsti dalla manovra Monti, per i quali la stessa legge istitutiva prevedeva che avessero un carattere di provvisorietà e che ora verrebbero invece stabilizzati. Fino al 2011, infatti – spiega Confedilizia – l’ICI era applicata su una base imponibile di gran lunga inferiore rispetto a quella adottata a partire dal 2012. Per le abitazioni, in particolare, il moltiplicatore da applicare alla rendita catastale ai fini del calcolo dell’imposta è passato nel 2012 da 100 a 160, con un aumento del 60%.

I moltiplicatori Monti sono stati posti a base dell’IMU, oltre che nel 2012, anche nel 2013 e costituiranno la base di tassazione anche per il 2014, ai fini sia dell’IMU, sia della TASI, tributo previsto nell’ambito della IUC.

Secondo i dati di Confedilizia, l’aumento della base imponibile catastale dato dall’utilizzo dei moltiplicatori Monti ha provocato, solo nel 2012, il versamento da parte dei proprietari immobiliari di maggiori imposte per 14,5 miliardi di euro rispetto al 2011 e di ulteriori 10,8 miliardi nel 2013, sempre rispetto al 2011, per un totale di 25,3 miliardi. Se si aggiunge il 2014, le maggiori imposte dovute potranno variare – per effetto del combinato disposto della reiterata applicazione dei moltiplicatori Monti e dell’introduzione della TASI – da un minimo di 39,9 miliardi a un massimo di 43,1 miliardi, in ragione delle aliquote che saranno applicate dai singoli Comuni. (Redazione)

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