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In arrivo la «stretta» sulla CIG in deroga

/ REDAZIONE

Mercoledì, 27 novembre 2013

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Dovrebbe essere in dirittura d’arrivo la “stretta” sull’utilizzo della cassa integrazione in deroga. Oggi pomeriggio il Sottosegretario al Lavoro Carlo Dell’Aringa dovrebbe infatti presentare il decreto interministeriale sui nuovi criteri di concessione degli ammortizzatori in deroga, validi su tutto il territorio nazionale, alla Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni, coordinata dall’assessore Gianfranco Simoncini.
Partirà quindi l’iter, che porterà al parere anche delle Commissioni parlamentari competenti. Saranno ascoltate le parti sociali.

Nel 2014, secondo quanto si è appreso sul decreto messo a punto dai Ministeri del Lavoro e dell’Economia, la durata massima per la CIG in deroga dovrebbe essere di otto mesi, mentre dovrebbe scendere a sei mesi nel 2015 e nel 2016 (ultimo anno in cui tale strumento, come previsto dalla riforma Fornero, potrà essere concesso). Nel complesso, non si dovrebbe poter fruire di più di 12 mesi in un “biennio mobile” (le concessioni possono essere non continuative). Questi tetti saranno validi per tutte le Regioni. L’obiettivo è “omogeneizzare” i criteri a livello nazionale, ha più volte sottolineato Dell’Aringa, visto che attualmente ci sono molte differenze tra le Regioni nei limiti temporali di concessione del sussidio. Questi limiti saranno quindi armonizzati a partire dal 2014.

Inoltre, con riferimento ai fondi di solidarietà che prevedono il pagamento di contributi da parte di aziende e lavoratori per i settori che non hanno la cassa ordinaria e straordinaria, il decreto dovrebbe istituire un fondo residuale di solidarietà gestito dall’INPS, al quale dovranno contribuire le aziende dei settori per i quali non saranno stati fatti accordi (a esclusione di quelle con meno di 15 dipendenti). Per il 2014 dovrebbero essere stanziati 1,6 miliardi di euro per gli ammortizzatori in deroga, mentre per chiudere il 2013 si è ancora in attesa del rifinanziamento di 330 milioni (che andrebbero ad aggiungersi ai circa 2,5 miliardi già messi a disposizione nel corso di quest’anno). (Redazione)

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