X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Lunedì, 25 ottobre 2021 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Il prestanome risponde dei reati tributari dell’amministratore di fatto

La Cassazione annulla, con rinvio, una sentenza di merito che ha assolto un prestanome per una non adeguata considerazione dei profili soggettivi

/ Maurizio MEOLI

Giovedì, 28 novembre 2013

x
STAMPA

download PDF download PDF

Rischia una condanna per i reati tributari posti in essere dall’amministratore di fatto di una società il prestanome che, venuto a conoscenza di aspetti di dubbia regolarità della gestione sociale, decide di dimettersi solo in seguito a verifiche poste in essere dalla Guardia di Finanza.

È questa la conclusione che è possibile trarre dalla sentenza n. 47110 di ieri della Corte di Cassazione, che sintetizza i principi di diritto da tenere in considerazione in materia.
Si ricorda, in primo luogo, come l’equiparazione degli amministratori di fatto a quelli formalmente investiti sia stata affermata sia in materia civile che in quella penale e tributaria. Vero soggetto qualificato, quindi, non è il prestanome, ma colui il quale effettivamente gestisca la società, perché solo lui è in condizione ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU