Con la delega fiscale, rischio di «affollamento» in Commissione tributaria
Con un comunicato stampa, l’ANC ha “denunciato” oggi una misura che sarebbe contenuta nel Ddl. n. 1058 (delega per la riforma fiscale).
Nel dettaglio – si legge nel comunicato – alcuni emendamenti all’art. 10 del testo, in materia di revisione del contenzioso tributario e della riscossione degli enti locali, prevedono “l’ampliamento dei soggetti abilitati a rappresentare i contribuenti dinanzi alle Commissioni tributarie”.
Secondo l’ANC, una previsione siffattamente indistinta può essere letta come il secondo atto del sistematico smantellamento delle competenze e delle professionalità degli iscritti agli Ordini, posto in essere dopo l’allargamento della rappresentanza fiscale presso l’Agenzia delle Entrate in favore dei tributaristi iscritti al ruolo camerale e dei CAF sancito con la Legge di stabilità.
Questo metodico e implacabile svuotamento del ruolo del professionista – prosegue il comunicato – fa parte di una miope politica votata al “qui e ora” e non tiene conto delle conseguenze che porta con sé nei confronti dei sistemi previdenziali collegati agli Albi che, oltre a subire un sensibile calo di contribuzioni dovuto ai colpi della crisi, si trovano a fare i conti il crollo delle iscrizioni, riconducibile anche ad una scellerata scelta selvaggiamente mercatista.
La categoria dei commercialisti – chiude l’ANC – ancora una volta è pronta ad agire con iniziative di impatto affinché la propria voce sia ascoltata. (Redazione)
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