Dall’A.N.DO.C., solidarietà alla Presidente della Commissione antimafia Bindi
Con un comunicato stampa, l’Associazione Nazionale Dottori Commercialisti (A.N.DO.C.) ha espresso ieri “solidarietà” all’Onorevole Rosy Bindi, Presidente della Commissione nazionale antimafia, dopo che l’Unione degli Ordini forensi della Sicilia ne ha chiesto le dimissioni alla luce “delle gravi dichiarazioni rese in occasione dell’audizione del Prefetto Giuseppe Caruso”. Per quanto potuto leggere dagli organi di stampa – si legge nel comunicato – la contrapposizione nasce dalla puntualizzazione del Presidente Bindi circa l’esistenza di una “zona grigia” tra la malavita organizzata (e non solo) ed alcuni iscritti agli Albi professionali (avvocati, commercialisti, notai, ma anche operatori delle banche e imprenditori).
Sulla questione, l’Associazione riconosce che “è innegabile il ruolo che le libere professioni hanno avuto nella crescita culturale, civile ed economica del Paese” e che “è certo che la maggioranza degli iscritti agli Albi professionali è «sana» e continua a contribuire – con spirito di servizio e spesso senza alcun riconoscimento di ruolo – alla ricerca di una società più equa, giusta e moderna e con uno Stato efficiente ed efficace a servizio di cittadini ed operatori economici e sociali”.
Però, secondo l’A.N.DO.C., è altrettanto innegabile che in alcuni casi la reazione degli ordinamenti professionali ai comportamenti “patologici” dei propri iscritti è stata ed è inefficace.
Insieme, tutte le istituzioni dello Stato (e, dunque, anche gli Ordini professionali) – chiude il comunicato – devono ricercare la massima collaborazione per riportare nel Paese “Cultura, Etica e Merito”, unico viatico per il progresso della collettività. Devono, soprattutto, fare ciò abbandonando preconcette e apodittiche posizioni di difesa corporativa. (Redazione)
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