Equity crowdfunding, dati di scenario e proposte da Odcec Milano e Assolombarda
Si è tenuto ieri a Milano il convegno “Equity crowdfunding, adempimenti e procedure per finanziare le imprese tramite internet”, organizzato dall’ODCEC di Milano – in particolare dalle Commissioni Startup, microimpresa e settori innovativi e Finanza e controllo di gestione – in collaborazione con Assolombarda.
Come si legge nel comunicato stampa diffuso, l’evento è stato l’occasione per effettuare una panoramica sulla raccolta fondi “dal basso” tramite piattaforme web, da cui sono emersi dati di scenario, prospettive importanti per PMI e start up e proposte di intervento sulla normativa attuale per favorirne un ulteriore sviluppo.
Passando agli interventi della giornata, secondo Alessandro Solidoro, presidente dell’Ordine, “la normativa attuale appare limitativa e occorre uno sforzo di sistema più coraggioso, che agevoli l’accesso a questo istituto offrendo al contempo tutte le garanzie necessarie ai risparmiatori che decidono di investire. A tal fine, la possibilità di ricorrere all’equity crowdfunding si potrebbe estendere alle start up non innovative e alle PMI, ed eliminare il vincolo del 5% che oggi deve essere sottoscritto da fondazioni bancarie, incubatori certificati di start up e investitori professionali, in quanto esso non rappresenta una sufficiente garanzia di tutela degli investitori non professionali. Sarebbe, inoltre, importante delineare una specifica fiscalità di vantaggio per queste imprese e prevedere sistemi di validazione e controllo”.
Flavio Paternò e Carlo Arlotta, presidenti delle Commissioni di Studio organizzatrici dell’evento, hanno proseguito: “Noi crediamo davvero molto a questo nuovo strumento di raccolta di fondi: le conoscenze indispensabili sono tante e occorre molta interdisciplinarietà. Per questo le nostre Commissioni lavorano insieme e siamo onorati di partecipare anche al Tavolo di Lavoro organizzato da Assolombarda”.
Per Cristina Quarleri, consigliere dell’ODCEC, “affiancare gli imprenditori che hanno idee interessanti e trasformarle in progetti concreti e realizzabili non sarà facile. Occorreranno conoscenza e preparazione specifica, doti generalmente riconosciute al commercialista, e flessibilità e fiducia da parte dell’imprenditore. I commercialisti possono dare il loro contributo in particolare in tre importanti ambiti: l’attività di scouting, ovvero l’individuazione di imprenditori che potrebbero ricorrere al crowdfunding; la redazione di un valido business plan; il sistema dei controlli, altro elemento di cruciale importanza per guadagnare la fiducia degli investitori”.
Sono poi ancora intervenuti: Alessandro M. Lerro, partner dello studio Lerro&Partners, che ha illustrato gli ottimi risultati ottenuti dal crowdfunding, che la Banca Mondiale stima in oltre 92 miliardi di dollari entro il 2025, e ha sottolineato come questo strumento sia anche un’importante leva per creare occupazione; Silvia Carbone, responsabile dell’Ufficio analisi impatto della regolamentazione di CONSOB, intervenuta sull’esperienza valutativa della Commissione che ha disciplinato alcuni aspetti del fenomeno e adottato in materia il regolamento n. 18592 del 2013; Tommaso D’Onofrio, ceo di Assiteca Crowd, che ha evidenziato le potenzialità e le prospettive del crowdfunding dal punto di vista dei gestori; Stefano Venturi, responsabile Progetto attrazione investimenti e semplificazione di Assolombarda, che ha spiegato come l’associazione creda nello strumento dell’equity crowdfunding per favorire forme di finanziamento alternative e facilmente accessibili alle imprese. (Redazione)
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