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«Jobs Act», Ddl. delega quasi pronto per l’Aula del Senato

/ REDAZIONE

Giovedì, 17 luglio 2014

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Il nodo dell’art.18 non si tocca, almeno per ora, ma, se necessario, se ne potrà discutere ed esser pronti ad andare in Aula già dall’ultima settimana di luglio. Sul Ddl. delega in materia di lavoro, rientrante nel cosiddetto Jobs Act, arriva un emendamento del Governo per rendere più flessibili i contratti di solidarietà e una riformulazione, sempre di una proposta di modifica, per semplificare le dimissioni in bianco.

La Commissione Lavoro al Senato riprende così a esaminare il provvedimento che, in linea di principio, a sentire la Sottosegretaria Teresa Bellanova e il Presidente della Commissione Maurizio Sacconi, è pronto per l’approdo in Assemblea.
Per la prima, lo sarebbe già dall’ultima settimana di luglio o dalla prima di agosto, per il secondo non appena ci sarà uno “slot”. Il punto è infatti trovare uno spazio utile: a Palazzo Madama, tra il Ddl. sulle riforme, il decreto cultura e quello sulla competitività, il rischio è che questo spiraglio possa non esserci prima della pausa estiva dei lavori parlamentari.

Sbocco naturale sarebbe settembre, soluzione alla quale pensa anche Pietro Ichino, che la suggerisce anche come soluzione per aprire un ragionamento più ampio tra Governo e maggioranza. Questo, soprattutto sui temi che incidono sull’art.18: argomento contemplato nel testo del Jobs Act all’articolo 4 (dedicato al riordino delle forme contrattuali e alle tutele crescenti). Alla Commissione, di fatto, manca soltanto la trattazione di questo aspetto per completare e chiudere il quadro. La pausa estiva potrebbe aiutare, soprattutto per dipanare eventuali divergenze politiche.

Intanto, lo spirito dell’emendamento del Governo sui contratti di solidarietà tenta di renderne meno rigida l’applicazione, mentre quello sulle dimissioni in bianco prevede “modalità semplificate” e “l’autenticità della manifestazione di volontà del lavoratore”. Tra le altre riformulazioni figurano: reddito minimo di inserimento, sostegno del reddito alle persone disoccupate, collocamento delle persone disabili, contratto di ricollocazione, semplificazione amministrativa e impiego delle tecnologie informatiche. (Redazione)

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