Sul decreto «competitività», fiducia anche alla Camera
Dopo una giornata convulsa, ieri sera le Commissioni competenti della Camera hanno dato il via libera a tre modifiche al Ddl. di conversione del DL 91/2014, che ora torna all’esame dell’Aula. Intanto, la Ministra per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti e articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del provvedimento nel testo approvato dalla Commissione a seguito del rinvio deliberato dall’Assemblea.
Ne dettaglio, le correzioni recepiscono le osservazioni della Commissione Bilancio (soppressione della norma sulla rendita catastale degli immobili con impianti fotovoltaici, subordinazione all’“ok” dell’Ue per l’aliquota dei titoli emessi da Cdp e correzione sullo spalma incentivi).
Tra soppressioni e modifiche, insomma, il decreto competitività cambia pelle nel suo iter alla Camera e, come molti deputati dell’opposizione hanno fatto notare, ha sempre più le sembianze di un provvedimento “omnibus”. Il testo uscito dal Senato è stato infatti emendato in varie parti. Gli articoli sono rimasti 34. Intanto, il termine per la conversione in legge scade il 23 agosto e, dopo il via libera da Montecitorio con voto fiducia, il testo dovrà tornare in seconda lettura al Senato.
Tra le principali modifiche, figura la cancellazione della deroga al tetto di 240 mila euro per gli stipendi dei manager P.A. per le società quotate e quelle emittenti strumenti finanziari quotati o che rilasciano titoli scambiati, l’eliminazione del pagamento dei crediti per 535 milioni a Poste italiane, la cancellazione dell’abolizione del limite della soglia dei 1.000 euro per l’uso del contante a stranieri e turisti in Italia e la soppressione della possibilità, nell’ambito delle semplificazioni per l’attività imprenditoriale, della sola SCIA per fare impresa. Poi, lo stop ai commissari se governatori dimessi: i presidenti di Regione che cessano anticipatamente la carica di governatore non potranno più conservare “incarichi commissariali”.
Tra le altre modifiche, per quanto riguarda la parte ambientale, ci sono richieste di soppressione che riguardano aspetti legati a rifiuti, fondali marini, accordi di programma per le risorse sul rischio idrogeologico e il “no” ai led per le luci dei semafori. Inoltre, vengono precisati i limiti per scarichi acque e in fogne. Per la parte agricola, “stoppate” alcune disposizioni sull’agricoltura biologica. Ancora, ci sono stati alcuni ritocchi allo spalma incentivi (è stata introdotta una modifica alle riduzioni, dal 5% al 6% per gli impianti da 200 a 500 kW e dal 9% all’8% per impianti oltre i 900 kW) e modifiche ad alcune regole sulle rinnovabili, come l’esclusione degli oneri in chiave autoconsumo per impianti non superiori ai 20 kW (scambio sul posto, a tutti gli impianti con potenza fino a 500 kW).
Ieri, intanto, FI ha presentato un emendamento (definito “di propaganda” dal Pd) che chiede di cancellare la norma sull’obbligo di POS. Forza Italia – spiega in una nota – intende opporsi alla norma, che “sta creando notevoli disagi a commercianti, artigiani e liberi professionisti. I costi di installazione e gestione incidono in maniera molto significativa sul fatturato e risultano proibitivi per molti piccoli e medi imprenditori, come denunciato anche dalle associazioni di categoria. Non è in discussione il diritto del consumatore di pagare come meglio crede i propri acquisti, ma il fatto che sia la legge a imporre agli imprenditori un costo insostenibile; al momento, infatti, a causa delle alte commissioni bancarie previste, i costi dell’introduzione della moneta elettronica ricadono in maniera significativa e del tutto sproporzionata sulle spalle degli imprenditori”. Per questo l’impegno di FI sarà “teso, in questo e nei prossimi provvedimenti legislativi, a eliminare una norma che si sta rivelando solo un aggravio, senza produrre alcun beneficio nei confronti dei contribuenti, né tanto meno nei confronti di commercianti”. (Redazione)
Vietate le riproduzioni ed estrazioni ai sensi dell’art. 70-quater della L. 633/1941