Per Confesercenti obbligo di POS sopra la soglia dei 50 euro
L’obbligo del POS per i commercianti è una buona idea per diffondere la moneta elettronica, giudicata più sicura del contante, ma deve essere introdotto sopra la soglia dei 50 euro, in modo graduale partendo dalle grandi aziende e incentivato.
È questa l’opinione che Confesercenti ha espresso ieri davanti alle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, nel corso di un’audizione informale nell’ambito della discussione delle risoluzioni n. 7-00391 Alberti e n. 7-00433 Causi, in materia di revisione della disciplina concernente l’obbligo di accettare pagamenti mediante carte di debito e misure a sostegno del commercio elettronico.
“L’utilizzo della moneta elettronica va favorito perché conviene al sistema Paese, ma il costo non deve ricadere tutto sugli esercenti – ha spiegato un esponente dell’associazione –; bisogna innalzare il tetto obbligatorio da 30 a 50 euro, partire con l’obbligo solo per le aziende con giro d’affari più elevato e le banche dovrebbero introdurre un costo calmierato”. Un’altra idea alternativa all’obbligo per tutti è quella di rendere obbligatorio il POS per le nuove attività dal 2016 e in modo graduale per le esistenti. Tra le altre misure che renderebbero più facile la transizione, gli esercenti identificano la detraibilità fiscale e una riduzione del costo delle commissioni al livello europeo allo 0,3% per le carte di debito e allo 0,2% per quelle di credito.
Secondo Univendita, l’Unione italiana della vendita a domicilio, invece, l’introduzione dell’obbligo di pagamento tramite POS per i venditori a domicilio porterebbe “gravissimi danni, sia economici che occupazionali, per questo chiediamo che nei decreti attuativi la categoria venga esonerata”. L’obbligo dovrebbe infatti riguardare le aziende che effettivamente incassano il pagamento e non il venditore. (Redazione)
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