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Il 57% delle assunzioni con esonero contributivo nel 2015 riguardano lavoratori esterni all’impresa

/ REDAZIONE

Giovedì, 7 luglio 2016

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L’INPS ha pubblicato oggi il rapporto 2015 dell’Istituto, che oltre a tracciare un bilancio di ciò che l’Istituto ha fatto negli ultimi 12 mesi, contiene dati che disegnano i cambiamenti del mercato del lavoro e si sofferma, tra gli altri, sulle cifre riguardanti i contratti a tempo indeterminato, l’esonero contributivo, i contratti a tutele crescenti e i sussidi di disoccupazione.

Per quanto riguarda i contratti a tempo indeterminato, essi sono aumentati compelissivamente nel 2015 del 62%; per i giovani con meno di 30 anni la percentuale sale al 76%.
Il 43% dei contratti attivati con l’esonero contributivo sono stabilizzazioni di lavoratori all’interno della medesima impresa presso la quale erano già occupati, a tempo determinato o con collaborazione a progetto o con contratto di lavoro somministrato. Il restante 57% riguarda casi di assunzioni di lavoratori esterni all’impresa. Poco più di un quinto dei contratti è legato al turnover interno ad aziende stabili o in ridimensionamento occupazionale.

L’INPS, inoltre, compara la crescita delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato nelle imprese tra i 15 e i 19 dipendenti con quella intervenuta nelle imprese più piccole mettendo i dati in correlazione con l’applicazione del contratto a tutele crescenti. Secondo l’INPS quest’ultimo ha effettivamente modificato profondamente il regime dei licenziamenti nella prima tipologia di imprese, dove si è registrato un aumento del 51% di assunzioni a tempo indeterminato, mentre nelle imprese di minori dimensioni, per le quali le regole sui licenziamenti sono cambiate in modo del tutto marginale, l’aumento è stato del 40% e questa differenza è indicata come “statisticamente significativa”.

Infine, il 2015 è stato l’anno di entrata a regime della NASPI. L’INPS informa che più di 1,5 milioni di persone hanno fruito di questo trattamento e il passaggio da ASPI a NASPI ha allungato la durata media teorica delle prestazioni dei sussidi di disoccupazione di oltre tre mesi, passando da 7,1 a 10,5.

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