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Via libera del Parlamento al decreto sulle società a partecipazione pubblica

/ REDAZIONE

Mercoledì, 27 luglio 2016

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Via libera del Parlamento allo schema di DLgs. recante testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, attuativo della riforma della P.A. Sia la Commissione Affari costituzionali del Senato, sia la Bilancio della Camera hanno dato parere favorevole e non hanno posto condizioni, ma solo osservazioni.
Il provvedimento era al secondo passaggio e i paletti posti nei primi giudizi di Palazzo Madama e Montecitorio sono stati, per la gran parte, recepiti nel nuovo testo, che così è pronto per il sì definitivo in Consiglio dei Ministri, eventualmente anche di questa settimana.

“Risultano recepite le condizioni e osservazioni più significative contenute nel parere espresso” in occasione del primo passaggio, ha sottolineato infatti la relatrice del provvedimento, Linda Lanzillotta (Pd). Resta solo un’osservazione che riguarda la misura, si legge sempre nel parere, “con cui si amplia temporalmente la possibilità, per le società che emettono strumenti finanziari diversi dalle azioni, quotati in mercati regolamentati, di sottrarsi alla disciplina contenuta nel decreto”. Si tratta di una “sospensione” di 12 mesi per chi ha emesso strumenti entro il 30 giugno 2016. Il parere suggerisce quindi al Governo di valutare “se tale disposizione non possa legittimare comportamenti elusivi”.

Il parere della Camera, con relatore il deputato del Pd Mauro Guerra, segnala invece più di un’osservazione. Tra le proposte c’è l’invito a rivedere il limite di un milione come soglia minima di fatturato, sotto cui tagliare. Ciò, viene evidenziato, per “evitare di penalizzare società che operano in condizioni di economicità in settori particolarmente rilevanti ai fini della erogazione di servizi essenziali, quali quelli che erogano servizi alla persona”.

La Commissione Affari costituzionali del Senato ha poi dato l’ok al nuovo Codice del’amministrazione digitale. I senatori hanno dato parere favorevole ma con qualche condizione e diverse osservazioni. Il decreto, sempre attuativo della riforma della P.A., mira a riscrivere le regole per la modernizzazione degli uffici pubblici e la prossima settimana dovrebbe ricevere anche il giudizio della Camera. Dopo di che resta solo il passaggio in Consiglio dei Ministri. Tra le osservazioni proposte dal relatore del decreto, Francesco Palermo, c’è anche “la nomina, per un periodo di tempo determinato, di un commissario governativo per l’attuazione dell’Agenda digitale, cui spetti il coordinamento operativo dei soggetti pubblici”.

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