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Martedì, 25 giugno 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

La e-fattura non scartata dal Sistema di Interscambio non può essere rifiutata

/ REDAZIONE

Martedì, 12 marzo 2019

Una fattura contenente “l’arricchimento standard” proposto da Assosoftware non può essere rifiutata se ha superato i controlli del SdI. Come precisato ieri dall’Associazione nazionale dei produttori di software gestionale e fiscale, le informazioni aggiuntive proposte dal suddetto “Standard”, ulteriori rispetto a quelle presenti nel tracciato dell’Agenzia delle Entrate, non costituiscono un elemento che può condurre allo scarto e “non alterano il contenuto informativo fiscalmente valido”.

Il chiarimento consegue a una richiesta di informazioni circa il possibile rigetto, da parte del cessionario o committente, di una fattura elettronica realizzata utilizzando la codifica standard suggerita da Assosoftware. L’Associazione ribadisce, preliminarmente, il principio secondo cui una fattura che non sia stata scartata dal SdI deve intendersi correttamente emessa e non può venir rifiutata dal cliente, destinatario dei beni o servizi acquistati o ricevuti, il quale, dal canto suo, è tenuto ad annotarla contabilmente.

Premesso quanto sopra, le informazioni dello standard di Assosoftware, che vanno a inserirsi nell’area “Altri Dati Gestionali”, consentono, come riportato nel portale dell’Associazione dei produttori di software, di far riferimento a “tabelle condivise tra tutte le software house per garantire la perfetta integrazione dei dati all’interno dei sistemi gestionali”, arricchendo e non alterando il contenuto base del documento.

Con riferimento ai files fattura, Assosoftware ha inoltre precisato, ieri, nella propria area FAQ (all’interno della sezione “Consigli per la corretta formattazione del file fattura XML”), che nel caso di files firmati digitalmente, la corretta estensione, secondo il formato CAdES-BES, dovrebbe convenzionalmente essere “.p7m”, mentre, per quelli non firmati, l’estensione dovrebbe essere “.xml”. Talora, secondo quanto riportato dall’Associazione dei produttori di software, i files riportano un’estensione incongruente con il contenuto della firma e ciò può comportare una difficoltà di lettura nei software gestionali.

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