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Martedì, 2 giugno 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Conciliazione presso l’Ispettorato territoriale del lavoro anche da remoto

Se le parti non aderiscono a tale procedura, la conciliazione si svolgerà tradizionalmente, limitando il più possibile le presenze nell’Ispettorato

/ Mario PAGANO

Venerdì, 22 maggio 2020

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Dopo le denunce dei lavoratori, le procedure di convalida delle dimissioni delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri nonché quelle di stipula del contratto a termine in deroga assistita, l’INL apre la strada alla telematizzazione anche delle attività di natura conciliativa, previste sia dall’art. 410 c.p.c., che dagli artt. 11 e 12 del DLgs. 124/2004 e dall’art. 7 della L. 604/1966.

Con la nota n. 192 del 18 maggio 2020 la Direzione Centrale tutela, sicurezza e vigilanza sul lavoro ha diramato alcune articolate istruzioni operative circa lo svolgimento delle tipologie di conciliazioni sopra richiamate, delineando una via alternativa all’ordinario sistema di svolgimento delle stesse, che possa in qualche misura andare in contro all’esigenza di distanziamento sociale, imposto dalle numerose misure di contenimento del virus COVID-19.

Va premesso, come detto, che quanto descritto dall’INL nella nota in commento è una possibilità concessa tanto agli uffici, quanto soprattutto alle parti coinvolte, di poter svolgere le medesime attività conciliative con modalità differenti. Un’eventualità che potrebbe essere mantenuta anche al termine del periodo emergenziale, ed anzi potenziata attraverso l’implementazione di nuovi e più sofisticati applicativi e dotazioni informatiche, che ne permettano lo svolgimento in modo ancora più rapido ed efficace. Inoltre, giova precisarlo, ove le parti decidano di non aderire all’invito dell’Ispettorato territorialmente competente di svolgere la conciliazione da remoto, la stessa verrà convocata secondo i canoni consueti, ferme restando, anche in quest’ultimo caso, le esigenze di limitazione all’accesso di un numero ridotto di soggetti che presenzino alla conciliazione.

Le procedure di conciliazione secondo la modalità da remoto, in ogni caso dovranno essere preliminarmente condivise prudenzialmente con il presidente del Tribunale di riferimento, in particolare per le modalità di apposizione da remoto delle firme sul verbale di accordo.

Il tutto, come anticipato, prende il via dall’invito alla conciliazione, il quale deve contenere una serie di precisi avvisi. Dovranno essere indicati la data della riunione e le condizioni di partecipazione, la richiesta di fornire i documenti di identità di tutte le parti, la necessità di dichiarare, ai sensi dell’art. 46 del DPR 445/2000, il possesso dei poteri di rappresentanza di chi interviene per conto dell’impresa ovvero della necessità di allegare la procura speciale del rappresentante del lavoratore o qualsiasi altro documento ritenuto necessario. Inoltre, nel medesimo invito, oltre ad avviso circa la durata massima della conciliazione, si dovrà far presente alle parti che le stesse dovranno essere fornite di stampante e scanner.

Qualora le parti decidessero di aderire alla modalità da remoto, dovranno far pervenire all’ITL la dichiarazione di adesione alla conciliazione in videoconferenza nonché l’indirizzo mail da utilizzare per la riunione telematica. Ricevuto il consenso, l’ufficio provvederà concretamente ad attivare la convocazione, servendosi di apposito applicativo informatico e a trasmettere il relativo link, mediante il quale le parti potranno accedere via web alla riunione nel giorno e all’ora stabiliti. Nel caso dell’art. 410 c.p.c. è necessaria l’adesione della parte che non ha promosso la conciliazione.

Come precisato dalla nota, in caso di mancata attivazione del link, previo tentativo di contatto telefonico da parte dell’Ufficio, la riunione si conclude con esito negativo per assenza delle parti. Il funzionario conciliatore deve dare atto dell’assenza delle parti o di una di esse, archivia la pratica ed invia il verbale alla parte presente.

L’intero incontro non potrà essere registrato

Se i soggetti coinvolti partecipano alla riunione da remoto, invece, il funzionario dovrà preliminarmente verificare la loro identità, servendosi della documentazione già trasmessa. L’intero incontro non potrà essere registrato, mentre ciascuna parte potrà confrontarsi separatamente con i soggetti che la assistono, per le opportune valutazioni del caso.

Il verbale, inoltre, dovrà dare contezza delle modalità, dei consensi acquisiti dalle parti, della loro identificazione e delle modalità di apposizione delle firme. A tal proposito, in caso di esito positivo, dopo lettura e condivisione da remoto, il verbale dovrà essere sottoscritto in modo autografo da ciascuna parte, che provvederà a stamparlo, firmarlo, scansionarlo e trasmetterlo all’altra per la firma di competenza.

Il verbale sarà poi inviato anche l’ITL per la firma definitiva del funzionario conciliatore. Gli originali dei verbali sottoscritti dalle parti dovranno, comunque, pervenire all’Ufficio per il deposito in Tribunale e per essere acquisiti al fascicolo. Diversamente, in caso di mancato accordo il verbale che dovrà dare atto dell’impossibilità di addivenire ad una soluzione, sarà firmato dal solo funzionario conciliatore.

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