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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Ristrutturazione di immobili in ambito portuale con IVA al 10%

Non si applica il regime di non imponibilità in mancanza di un nesso funzionale con l’attività del porto

/ Emanuele GRECO

Giovedì, 24 settembre 2020

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Gli interventi di ristrutturazione edilizia su un fabbricato sito in area portuale non beneficiano del regime di non imponibilità IVA, applicandosi però l’aliquota IVA del 10% prevista, a livello generale, per le ristrutturazioni.
Tali indicazioni sono state fornite dall’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 390 di ieri, con riferimento alla realizzazione di opere di ristrutturazione e ampliamento di un immobile, destinato a ospitare la sede di un ente di ricerca e ad accogliere attività scientifiche e di formazione in ambito “marino”.

Come anticipato, le predette prestazioni non possono beneficiare del regime di non imponibilità IVA, disciplinato all’art. 9 comma 1 n. 6 del DPR 633/72 e applicabile ai “servizi prestati nei porti, autoporti, aeroporti e negli scali ferroviari di confine che riflettono direttamente il funzionamento e la manutenzione degli impianti ovvero il movimento di beni o mezzi di trasporto”.
La menzionata disposizione è, infatti, stata interpretata dall’art. 3 comma 13 del DL 90/90, il quale richiede che i servizi prestati nei porti riflettano “direttamente il funzionamento e la manutenzione degli impianti ovvero il movimento di beni o mezzi di trasporto”.

In tal senso, come già indicato dalla prassi precedente, è essenziale, da un lato, che le prestazioni di servizi siano rese nel luogo individuato dalla norma (le aree portuali), ma anche, dall’altro, che le stesse siano direttamente riferibili al funzionamento e alla manutenzione degli impianti ovvero all’attività di movimentazione di beni o di persone, nonché di assistenza ai mezzi di trasporto, che viene ordinariamente svolta nel luogo stesso (ris. Agenzia delle Entrate nn. 176/2000 e 253/2007).

I servizi in esame devono presentarsi come interventi strutturali da realizzarsi su impianti già esistenti e direttamente funzionali ad assicurarne e garantirne il funzionamento, la manutenzione, il rifacimento, il completamento, l’ammodernamento, l’ampliamento, la ristrutturazione e la riqualificazione.
Deve trattarsi, in sostanza, da un lato di servizi squisitamente tecnici atti a garantire la funzionalità degli impianti, dall’altro lato di servizi indispensabili per il rapido spostamento delle merci o mezzi di trasporto, coerentemente con la previsione di non imponibilità IVA recata dal richiamato art. 9 comma 1 n. 6 del DPR 633/72.

Nella fattispecie esaminata, tuttavia, non è riscontrata dall’Agenzia delle Entrate la sussistenza di alcun nesso di funzionalità con l’attività portuale, non potendosi affermare che i servizi resi siano idonei a garantire la funzionalità degli impianti ovvero ad assicurare il rapido spostamento delle merci o dei mezzi di trasporto. Pertanto, non vi sono i presupposti per l’applicabilità alle prestazioni rese del regime di non imponibilità ex art. 9 del DPR 633/72, non essendo sufficiente la circostanza che il fabbricato sia ubicato in un’area portuale.
In un caso come quello descritto, nella misura in cui l’intervento posto in essere sia configurabile come ristrutturazione edilizia, sussistono però i requisiti per avvalersi dell’aliquota IVA del 10% a norma del n. 127-quaterdecies della Tabella A, parte III, allegata al DPR 633/72.

Sono, infatti, agevolate dalla disposizione testé richiamata le prestazioni di servizi dipendenti da contratti d’appalto relativi (...) alla realizzazione degli interventi di recupero di cui all’art. 3 lett. c), d), f) del DPR 380/2001, tra cui gli interventi di ristrutturazione edilizia. Ne restano esclusi, invece, gli interventi di recupero consistenti in opere di manutenzione ordinaria e straordinaria (per i quali l’aliquota ridotta spetta solamente nel caso di prestazioni su fabbricati a prevalente destinazione abitativa).

Necessaria la conformità alla documentazione amministrativa

Alla ristrutturazione e all’ampliamento dell’immobile sito in area portuale potrà, in definitiva, applicarsi l’aliquota IVA del 10% (n. 127-quaterdecies della Tabella A, parte III, allegata al DPR 633/72), purché tale intervento risulti in base all’apposita documentazione amministrativa emessa dagli enti competenti.

Viceversa, non potrà essere fatta valere l’aliquota IVA ridotta per le opere di urbanizzazione, disciplinata ai sensi dei nn. 127-quinquies) e 127-septies) della Tabella A, parte III, in quanto limitata ai soli interventi di costruzione di “nuovi” edifici.

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